LADISPOLI – Si fa festa nella comunità rumena di Ladispoli. Fino al 29 novembre la parrocchia ortodossa rumena Sant’Andrea apostolo di Ladispoli, con il patrocinio del Comune, festeggia il santo patrono Andrea Apostolo e commemora, allo stesso tempo, la Giornata nazionale della Romania. “È grande la nostra felicità – dichiara in una il delegato comunale alla Comunità romena Adrian Gherman – nel sapere che proprio Sant’Andrea Apostolo è il patrono della nostra comunità ortodossa romena, dal momento che, secondo la tradizione, questo
santo è anche il patrono della Romania. A conferma di ciò, abbiamo a disposizione numerose testimonianze relative al primo apostolo chiamato sul territorio della Scizia Minore-Dacia, vale a dire l’attuale Romania. Secondo le fonti dell’archivio storico, che contiene documenti redatti da Ippolito di Antiochia, nel suo Sugli Apostoli, e nel III libro dei suoi Commentari sulla Genesi (254 c.), da Eusebio di Cesarea, nel suo documento Storia della Chiesa (340 c.), e altre fonti come il Martirio di Usaard, scritto tra l’845 e l’865 dopo Cristo, Sant’Andrea viene descritto come pellegrino in questa regione, dove si dice abbia vissuto all’interno di una caverna, ancora oggi presente sul territorio. Novantuno anni fa, Alba Iulia è stata teatro di uno dei momenti più importanti della storia romena: con la Dichiarazione di Alba Iulia, infatti, è stata sancita la nascita dello stato della Romania. L’unione della Valacchia alla Moldavia era già stata tentata con la rivoluzione del 1848, ma era fallita a causa dell’opposizione dell’Impero russo e di quello Ottomano, unione peraltro successivamente ottenuta attraverso la guerra di Crimea. Ma l’unificazione dei due principati non era ancora sufficiente: una delle zone più importanti della Romania era ancora sotto il dominio dell’Impero austroungarico (Transilvania, Banato, Crisana, Maramures). Dopo diversi interventi sociali e politici successivi alla Prima guerra mondiale, il 18 novembre 1918 i rappresentanti dei principati e dei territori sottratti agli austriaci si riunirono ad Alba Iulia: in due settimane di trattative, fu redatta una dichiarazione ufficiale, emessa il 1° dicembre e letta pubblicamente per la prima volta dal vescovo Iuliu Hossu, con la quale si sanciva l’unione dei territori di Transilvania, Banato, Crisana e Maramures ai principati uniti di Valacchia e Moldavia, a formare il Regno di Romania. Grazie, a questi eventi storici, e a tutto ciò che ne è conseguito, è nostro dovere di cittadini romeni quello di lavorare per mantenere la nostra identità e di promuovere nelle società dove viviamo il principio di continuità”.
Cronaca
2 Novembre 2011
A Ladispoli festa della comunità rumena

