Cronaca
2 Novembre 2011
Ardita: "Con Paliotta non c’è sicurezza a Ladispoli"

LADISPOLI – “ La strada del dialogo si può sempre provare in politica”, afferma il consigliere del centrodestra Giovanni Ardita,  “ ma quando dall’altra parte vi è un’amministrazione che non ascolta, è inutile perseverare in un percorso a senso unico deciso dall’amministrazione Paliotta sul problema sicurezza” “ Dal mio canto ho cercato sin dall’inizio della legislatura di indicare delle nuove proposte, come l’”Istituzione di una nuova commissione speciale sulla sicurezza”, per cercare di affrontare una problematica così delicata che tocca da vicino la nostra comunità. Ma a qualcosa è servito?”. “A nulla è servita la buona volontà di creare dei presupposti per lavorare per il bene del paese, le priorità di questa amministrazione, forse perché troppo attaccata ad un’ideologia di sinistra un po’ prevenuta davanti all’equazione poliziotto=sicurezza”. “Più volte – dichiara agguerrito Ardita – si è messo in evidenza in consiglio comunale interrogando l’amministrazione comunale, che la nostra società sta vivendo dei momenti difficili, bullismo dei giovani, microcriminalità Italiana e soprattutto straniera, sono troppi i reati commessi dai cittadini stranieri che vengono a vivere nel nostro litorale” . Lei cosa vorrebbe far capire, insomma?. “Non è questione di razzismo evidenziare che sono troppi i reati commessi dalle comunità rumene e albanesi a Ladispoli e a Cerveteri, nelle prime ore del mattino, si avvistano nelle rispettive stazioni ferroviarie di Ladispoli e Cerveteri delle comitive di zingari che vivacchiano chiedendo l’elemosina nei treni diretti a Roma. Straniero=delinquente? No grazie. Noi di destra non sosteniamo questo. Rispettiamo tutti quei comunitari e extracomunitari che rappresentano una risorsa importante nel mondo del lavoro per l’assistenza degli anziani con le badanti e le golf, per l’economia dell’agricoltura e del’edilizia del nostro territorio, con dei grandi lavoratori importanti per la manodopera di questi lavori. Purtroppo i dati che ci pervengono dalla casa di reclusione di Civitavecchia e dai reati che si leggono sui nostri quotidiani, la maggioranza dei reati sono commessi da cittadini stranieri.” “Di questa situazione – dice Ardita – l’amministrazione di Ladispoli da più di 3 anni fa le orecchie da mercante anzi più volte in aula consiliare la giunta Paliotta dichiarava che Ladispoli era una cittadina tranquilla e che l’opposizione non doveva dipingere la nostra città come un piccolo bronx, ricordo bene le parole di alcuni esponenti della maggioranza che gridavano ad alta voce Ladispoli non ha bisogno di sceriffi, questa purtroppo è la solita demagogia della sinistra che non ha nelle sue priorità la sicurezza, e nel momento di gravi episodi di criminalità in città se ne ricorda. Io sostengo che la politica sulla sicurezza va affrontata con serietà e portando avanti un programma che deve cercare di garantire la sicurezza ai cittadini. Che credibilità può avere una amministrazione che un giorno si dichiara città felice e tranquilla delle favole e il giorno dopo viene smentita al suo interno da chi pubblicizza nelle varie testate giornalistiche la piaga della microcriminalità straniera presente nel nostro territorio. Non basta nominare un delegato o una commissione alla sicurezza giusto per riempire una casella politica, non serve nominare dei delegati delle varie comunità straniere sul nostro territorio giusto per organizzare feste e gemellaggi con i loro paesi d’origine, i risultati si possono riscontrare facendo emergere quelle problematiche di lavoro e sociale di integrazione che possono trovare queste comunità nel nostro territorio. A che cosa è servito istituire la commissione sicurezza? Quali progetti sono stati presentati? Queste sono le domande che facciamo agli amministratori locali. Io continuo ad insistere che i cittadini per sentirsi protetti devono sentire vicina l’amministrazione comunale a queste problematiche. Ci vuole un’amministrazione decisa che crede veramente di combattere i fenomeni della criminalità, non con degli slogan, ma con dei provvedimenti che il primo cittadino che rappresenta la carica più alta per le forze dell’ordine dovrebbe far valere. Non possiamo attendere per intervenire il solito fatto eclatante della criminalità, che colpisce una delle nostre famiglie per farsi risvegliare il principio della sicurezza. Rafforzamento delle caserme dei carabinieri e della finanza, rafforzamento dei vigili urbani, sarà un mio sogno, un presidio della polizia ferroviaria alla stazione di Ladispoli. In molti sottovalutano che dalla stazione portuale di Civitavecchia migliaia di turisti e non sbarcano dal porto per prendere il treno diretto a Roma, attraversando Ladispoli, e il fatto che migliaia di pendolari partono dalla nostra stazione, potrebbe essere terreno appetibile per la microcriminalità. A quelli che ridevano in consiglio comunale sul problema sicurezza, continuiamo a ribadire che istituire una postazione della Polfer alla stazione o istituire la figura del vigile di quartiere, significherebbe dare delle risposte certe ai cittadini per combattere la criminalità e per dare più sicurezza alla nostra comunità”. (Ale.Ro.)