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    Speciale medicina
    2 Novembre 2011
    Automedicazione, i consigli del farmacista

    \Molti prodotti farmaceutici sono stati concepiti per essere destinati all’utilizzo autonomo da parte dei cittadini per curare disturbi o sintomi passeggeri riconoscibili e non riconducibili a patologie più serie. Questi farmaci di libero consumo, non soggetti all’obbligo della prescrizione medica, e facilmente riconoscibili perché contrassegnati da un bollino rosso con la scritta “Farmaco senza obbligo di ricetta”, sono ampiamente testati e garantiscono l’efficacia e la sicurezza d’uso. Come tutti i medicinali, debbono superare molte verifiche tecniche e scientifiche prima di ottenere dall’Autorità competente l’autorizzazione all’immissione in commercio. La normativa vigente in Italia riunisce tutti questi medicinali in due grandi categorie: OTC farmaci da banco (dall’inglese Over The Counter) e SOP farmaci senza obbligo di prescrizione medica. Si usano per svariate patologie quali disturbi digestivi (aerofagia, diarrea, stitichezza, indigestione, nausea, etc.), affezioni cutanee (ferite superficiali, punture d’insetti, dermatiti locali pruriginose, eritemi solari, seborrea, foruncolosi,arrossamenti etc.), dolori (mal di testa, mal di denti, mal di schiena, dolori articolari, esiti da traumi, dolori mestruali etc.), disturbi circolatori (emorroidi, couperose, lieve insufficienza venosa, gonfiore alle gambe etc.), disturbi oculari (stati infiammatori ed allergici della congiuntiva, lacrimazioni, arrossamenti, affaticamento visivo,etc.), disturbi orali (gengiviti, stomatiti, etc.) disturbi respiratori e stagionali (sintomi influenzali e da raffreddamento, tosse, febbre, mal di gola, catarro, riniti allergiche, etc. ), insonnia e disturbi del sonno, anemia ed astenia (stanchezza, affaticamento). Per una automedicazione responsabile è buona norma chiedere consiglio a personale qualificato e attenersi alle modalità di impiego riportate nel foglietto illustrativo. Bisogna inoltre tener presente che le piccole affezioni possono essere trattate in automedicazione per un periodo massimo di una settimana, oltre il quale, persistendo i sintomi, occorre consultare il medico. Anche in casi di gravidanza o allattamento o quando si assumono contemporaneamente più farmaci per terapie diverse, è preferibile prima il consulto del medico o del farmacista. Queste poche regole comportamentali per una buona automedicazione responsabile possono aiutare a districarsi dal “bombardamento” mediatico e da abitudini errate, spesso riscontrate nella pratica quotidiana; evitare, quindi, i consigli dei non esperti, come amici, parenti, vicini di casa.

    Dott. Vincenzo Palombo