Cultura e Spettacoli
2 Novembre 2011
I salesiani accolgono Don Bosco

di ROMINA MOSCONI

CIVITAVECCHIA – Canti, allegria, preghiera, comunione e tanta fraternità: questo il mix vincente che ha contraddistinto la III giornata dei festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco. Un lungo corteo di alunni di tutte le scuole cittadine e di tutta la famiglia salesiana questa mattina ha accompagnato l’urna di Don Bosco che dalla chiesa del Ghetto è stato trasportato a suon di bans e canti. Civitavecchia quindi è stata svegliata e contagiata dall’allegria dei bambini che hanno dimostrato agli adulti che «l’allegria rende santi», così come insegnava il loro Padre, maestro e Amico Don Bosco. SPOGLIECamminando e cantando le spoglie di don Bosco sono state portate nel cortile dell’oratorio di via Buonarroti dove poi c’è stata la messa concelebrata dal Vescovo monsignor Chenis e dai sacerdoti della Sacra Famiglia. Particolare e avvincente l’omelia del presule che in una sorta di dialogo con Don Bosco ha raccontato ai partecipanti la vita del santo di Valdocco e i suoi insegnamenti, in particolare di quel ‘‘sistema preventivo’’ che ancora oggi dopo 150 anni è sempre attuale e utile nell’educazione delle giovani generazioni e che si basa sul tripode: ‘‘Ragione, religione e amorevoleza’’. Ieri pomeriggio il cortile è stato invaso dai bambini che hanno potuto divertirsi con i giochi promossi dagli animatori dell’oratorio con in testa il direttore don Camil e tutti gli altri sacerdoti salesiani. Dalle 19.15 in poi c’è stato lo spettacolo d’arte varia e SPOGLIEalle 21.30 monsignor Chenis cdlebrerà il pontificale. Domani è invece la ‘‘giornata dell’addio’’ visto che alle 15.30 ci sarà il saluto finale e la partenza dell’urna del santo.