di LUCA GUERINI
CIVITAVECCHIA – Una versione personale dell’Amleto di Shakespeare è andata in scena lo scorso week-end al Teatro Traiano nell’ambito del cartellone di prosa diretto da Pino Quartullo. L’esigenza di sfoltire i numerosi personaggi del dramma ha infatti costretto il regista Armando Pugliese a dolorosi tagli (soprattutto quello iniziale, ndr.), ma il risultato è comunque piaciuto agli appassionati civitavecchiesi presenti in sala. Merito di una scelta scenografica che, seppur non in linea con l’ambientazione elisabettiana, strizza l’occhio al pubblico. Un letto da ospedale, salotti in pelle e grandi armadi hanno fatto da set per la finta pazzia del principe di Danimarca, mentre i costumi inglesi di pregevolissima fattura connotavano minuziosamente i vari personaggi shakesperiani. Una commistione quella proposta da Pugliese che però passa in secondo piano grazie alla qualità indiscutibile degli interpreti che scendono e salgono di tono con una raffinata eleganza. Le vicende del principe di Danimarca interpretato con maestria dall’idolo delle teenager, Alessandro Preziosi raccolgono dunque applausi calorosi sul finale ed aprono riflessioni profonde da parte di chi conosce ed apprezza il testo originale. In questa stagione il ruolo di Polonio non è stato interpretato dal grandissimo attore Silvio Orlando, ma il sostituto Giovanni Carta segue alla lettera i dettami del suo predecessore con una puntuale citazione. Buona la prova anche di Marco Trebian nel ruolo che precedentemente era stato vestito da Franco Branciaroli. Il prossimo week-end appuntamento con la comicità di Vincenzo Salemme e il suo “Bello di papà”.

