Cronaca
2 Novembre 2011
In cantiere con importanti reperti archeologici

GUARDIALADISPOLI – I finanzieri della tenenza di Ladispoli erano intenti a verbalizzare il titolare dell’impresa, un affermato marmista operante nella zona compresa tra i comuni di Cerveteri ed Anguillara Sabazia, in quanto aveva impiegato nella propria azienda tre lavoratori completamente ‘‘in nero’’, omettendo di versare all’erario sia i contributi Inail ed Inps, sia le ritenute d’acconto sulle retribuzioni corrisposte, ma qualcosa aveva attirato l’attenzione del capo pattuglia. Alcune colonne di marmo, abilmente occultate rispetto agli altri marmi normalmente utilizzati nell’attività commerciale, erano particolarmente belle. Lui, un maresciallo che oltre ad essere laureato in economia e commercio è un appassionato di storia antica, soprattutto, dell’impero romano, aveva letto un libro riguardante i templi romani e ricordava bene che gli antichi romani, tra gli altri, per palazzi e tempi, utilizzavano un marmo con fondo bianco-verdastro, percorso da fitte nervature ondulate di colore verde, tendente al bluastro. Immediatamente, presso gli uffici di via Ravello, sede del comando della Guardia di finanza di Ladispoli, sono stati effettuati riscontri anche con l’ausilio di Internet. Immediatamente è apparso chiaro che quelle colorazioni sono tipiche del marmo cipollino, una varietà di marmo utilizzato dagli antichi romani, estratto in cave situate sull’isola di Eubea, in Grecia, importato nell’antica Roma a partire dal I secolo a.C. e che, tra gli altri, è stato utilizzato per ornare, anche con splendide colonne, il tempio di Antonino e Faustina situato nel Foro romano. È dunque scattata la perquisizione. Le fiamme gialle di Ladispoli hanno rinvenuto numerosi reperti aventi notevole interesse archeologico ed artistico: 4 colonne di marmo cipollino e bigio alte 2 metri di epoca dell’antica roma, perfettamente conservate; due cippi romani; due camini in peperino risalenti al settecento; tre statue alte circa un metro, in pietra calcarea raffiguranti putti con flauto, con tamburello e con pergamena del 1800, aventi valore artistico. Il detentore, Z.S. di anni 65, di Anguillara Sabazia, interrogato in merito alla provenienza dei reperti di epoca romana, ha riferito che si trattava di oggetti provenienti dalla zona GUARDIAdei Fori imperiali/piazza Venezia. Il sopralluogo di un funzionario della Soprintendenza ha confermato che le colonne sono di marmo cipollino, probabilmente provenienti da un tempio o un palazzo dell’antica roma. I reperti sono stati tutti sequestrati, mentre per Z.S. è scattata la denuncia alla procura di Civitavecchia per il possesso illecito di beni archeologici, i quali saranno acquisiti al patrimonio archeologico dello stato italiano. Continuano le indagini.