Cultura e Spettacoli
2 Novembre 2011
La storia insegna, la memoria vigila <br />

ILCIVITAVECCHIA – In occasione della “Giornata della Memoria” celebrata questa mattina, al cimitero vecchio, dall’Amministrazione Comunale è intervenuta la storica, Professoressa, Roberta Galletta per dare il suo personale contributo al grande dramma che ha investito tutta l’umanità l’olocausto. -” Quando arriva la giornata della Memoria istituita nel 2000, per  ricordare la Shoah, ci si chiede il perchè dello sterminio della popolazione ebraica, ma anche di omosessulali, zingari, oppositori politici, disabili, durante la seconda guerra mondiale.”- la Dottoressa Galletta si  domada se sia possibile trovare un senso, ad  un orrore che fa vergognare l’umanità intera di se stessa.  -“Ce lo chiedono  i nostri ragazzi, perchè bisogna ricordare un fatto che genera un senso di inadeguatezza e quelle immagini ci fanno dubitare di noi stessi, provando un forte senso di smarrimento. Perchè è lo stesso del quale ha fatto parte Adolf Hitler.”- continua addolorata la Professoressa -“Le fotografie dell’olocausto sono un documento. Ma le foto di quello che è stato visto all’indomani dell’apertura del cancelli di Auschwitz da parte delle truppe russe il 27 gennaio del 1945, furono scattate in  grande quantità, non solo per testimoniare quello che era stata una delle pagine più nere, demoniache, della storia dell’uomo. Quelle immagini, quei fimati che ancora oggi arrivano diretti per ricordare una tragedia annunciata, furono scattate perchè si aveva avuto la lungimiranza di pensare che una giorno qualcuno avrebbe potuto dire che non era possibile tanta crudeltà, non era vero niente, i campi di concentramento, i cadaveri scheletrici, le camere a gas, i tatuaggi dei numeri identificativi incisi sulle braccia e tutto l’orrore progettato per eliminare dalla faccia della terra un intero popolo. Tutto finto. Un film , una montatura, una finzione degli americani e dei russi per avere ragione sui tedeschi e sulla guerra. In una parola il negazionismo. Il fatto poi che fu subito difficile fare i conti con quello che era relamente accaduto e ancor più drammatico capirlo a fondo, fece si che quelle immagini non furono diffuse subito, di quell’orrore non se ne parlò per anni. Perchè l’orrore subìto e la paura di non essere creduti erano immensi, ma soprattutto il dolore che si provava ogni volta a raccontare quella tragedia riapriva una ferita che mai si era e mai si sarebbe potuta chiudere per sempre. Fu solo negli anni settanta che si iniziò a parlarne, mentre negli anni seguenti si moltiplicarono le iniziative per ricordare quella vicenda così inumana fino ad arrivare in tutta Europa a ricordare, e a dedicare, un giorno dell’anno alla memoria della Shoah.  -“Ecco il perchè della Giornata della Memoria, per diffondere l’educazione alla tolleranza e al rispetto dell’altro e del diverso. Questo è il messaggio di questa giornata che deve essere dedicata all’approfondimento di quell’orrore, al cercare di dare risposte a domande che a distanza di oltre sessant’anni ancora non hanno avuto una risposta. Il ricordo deve essere uno stimolo non fine a se stesso ma qualcosa che possa permettere una libera valutazione della realtà del mondo di oggi dove sono state e sono ancora, purtroppo, presenti situazioni simili, se non identiche, alla Shoah e all’olocausto del popolo ebraico e di tutti i diversi e i poveri del mondo. “- Infine conclude spiegando che la storia deve insegnare affinchè non vengano commessi più gli stessi errori.