Non solo strade ormai da molti anni buone solo per essere percorse da trattori e cavalli, ma in Civitavecchia, città svenduta da decine di anni a destra e a sinistra (più a sinistra) e mortificata nella sua vera identità vocazionale, contempliamo un degrado costante, un assenza di istituzioni a vari livelli, decadimenti nei servizi, nelle logistiche urbane specie nelle abbandonate periferie, edilizie popolari degradate con manutenzioni assenti etc.
D’altro lato è favorita la speculazione edilizia che, senza il calmiere di piani regolatori ma con i soli strumenti delle varianti approvate in cons. com., prolifica velocemente senza alcun criterio a discapito delle opere pubbliche quasi inesistenti.
Una città, insomma, con delle storiche e collaudate potenzialità turistico termali e culturali, condannata ad una forzata e sconclusionata vocazione industriale che in sostanza si riduce al solo sito energetico enel che negli anni ha gestito e condizionato le politiche locali e regionali impedendo alla città di svilupparsi nella sua vera vocazione che avrebbe certamente prodotto benessere e posti di lavoro nella prospettiva giusta.
Tra le varie didascalie della città notiamo certe curiosità interessanti come per es. il fatto che i camion della raccolta rifiuti, che dovrebbero effettuare il loro servizio nelle ore consone specie in quelle notturne, effettuano il loro servizio invece nelle ore di punta del mattino quasi lo facessero apposta, cosiccome dicansi per gli addetti al rifacimento delle segnaletiche sul manto stradale urbano .
Mettiamoci anche il cattivo senso civico di molti abitanti e la frittata è fatta .
Dove andrà a finire di questo passo la città più del fondo che sta già raschiando da un pezzo? Il suo auspicabile futuro di cittadina termale, insieme all’enorme traffico crocieristico sinora fatto confluire altrove potrà permettere una veloce ricostruzione sulle macerie?
Renzo Grimaldi

