Sono i dati di fatto a dirlo, poichè dopo oltre due anni di “amministrazione Moscherini”, i problemi sono aumentati ulteriormente e tutti si lamentano per disservizi, disorganizzazione, procedure inesatte, inefficienze.
La bolletta raccolta rifiuti TIA risulta esagerata poichè hanno girato i costi tali e quali ai cittadini senza capacità gestionale presente e prospettiva futura, riuscendo anche a sperperare, come fosse una tassa in più, i soldi dell’avanzo 2008 , in contrasto con la legge.
E’ recente anche l’accusa delle opposizioni politiche su irregolarità pesanti nella gestione dell’Etm con addirittura ombre di appropriazione indebita per mancati versamenti Inps ai dipendenti, da sommare alle tante altre ombre su quello che avrebbe dovuto essere una semplice società di trasporto pubblico locale per un bacino di 60.000 persone.
L’acqua continua ad essere considerata un optional e lasciata alla Divina Provvidenza senza che si sappia cosa succederà il giorno dopo, con tutti i disservizi e la bassa qualità/non potabilità dell’acqua, in attesa di un brutto risveglio che necessariamente entro poco arriverà. La macchina comunale, nonostante i costi gestionali delle holdings che hanno il passo da lumaca con una bocca da leone, rimane una costosa vecchia sgangherata carretta e basta vedere le condizioni di trascuratezza delle varie e tante troppe sedi comunali, compresi gli ambienti esterni a partire da quella dei vigili.
Se questa è la facciata non osiamo pensare cosa succede all’interno, mentre un amministratore pubblico o privato che sia, dovrebbe sapere che la motivazione e la responsabilizzazione del personale è alla base per poi procedere allo sviluppo progettuale. Sempre che si abbiano uomini per progettare e realizzare, non con fini personali ma di utilità alla collettività.
Finalmente è partito il nuovo sito istituzionale, ma ci sono poche speranze che riesca ad avere dei contenuti di validità come prescrivono le leggi, visti i presupposti. I tanti scandali urbanistici fanno pensare che dietro ci siano interessi di bottega proprio per l’ostinazione a voler far finta che non esistano norme e regole da rispettare, e non sono solo pensieri.
Il fatto che l’attuale assessore all’Urbanistica nel 2006 è stato licenziato dall’Ater, del quale era stato direttore tecnico, non agevola certo i rapporti fra Comune e Ater, ma il Dr. Moscherini anche a questo non dà importanza, nonostante l’interesse teorico di entrambi a costruire alloggi di edilizia popolare essendoci soldi e terreni. In due anni non è stato mosso un dito, sono stati persi fondi importanti e contemporaneamente si spendono quasi 3,5 milioni di euro per le famose 40 “casette di legno” di San Liborio, avendo come scusa l’urgenza.
Se non c’è programmazione in questo settore, come accade negli altri, le urgenze diventeranno il quotidiano. E infatti l’urgenza e la polemica che puntualmente si affaccia ogni mattina cerca di far dimenticare quella del giorno prima e dei giorni precedenti in un cumulo di questioni raffazzonate che una amministrazione almeno decente non dovrebbe avere. Invece è bene non dimenticare e tenere un elenco aggiornato e documentato, da tenere sotto gli occhi di tutti.
Un esempio di questioni spicciole, relative all’ordinario di quest’ultimo periodo estivo e riferite solo alla marina, ci dice che dopo essere stata ignorata tutto l’anno sono poi state assegnate le concessioni a chioschi e stabilimenti, facendo arrangiare i concessionari in un panorama di vero squallore senza balneabilità; è stata fatta saltare una tradizione come la rappresentazione dell’Assalto Saraceno, il Padellone è stato fatto in chiave raffazzonata, il mercatino è stato organizzato senza presenza di wc chimici , ampi contenitori e doppi o tripli passaggi del ritiro rifiuti, con gran puzza di urina ovunque; le acque degli scarichi fognari continuano a defluire sul litorale, sotto il naso di tutti senza progettazione per un allontanamento dalla costa; il viale ha un aspetto trascurato nonostante dovrebbe rappresentare un biglietto da visita per il passaggio continuo di croceristi che certo tornati a casa non parleranno certamente bene della città ( le critiche della scrittrice Susanna Tamaro sul CorSera sono le ultime di una lunga lista di gente comune e personalità che descrivono Civitavecchia come un suk arabo).
Vogliamo poi aggiungere il caos degli altri quartieri? No, meglio di no, altrimenti non si finisce più. Aggiungo solo un pensiero sui Vigili Urbani che, se sono insufficienti come dicono le oo.ss., o da riorganizzare come chiede il Sindaco ( e lì siamo d’accordo) , mi chiedo come facciano ad assolvere tutti i tanti e tanti delicati compiti di una Polizia Municipale a partire dal controllo dell’attività urbanistica-edilizia.
Ora, con tutti questi problemi non risolti e nemmeno minimamente studiati per la risoluzione migliore, dato che la squadra è quella che è, possiamo dire che il Dr. Moscherini non pensa al benessere della città. Anzi, visto che quello che sta procedendo, è la linea Terme—>area ex Italcementi—>Porto del Tirreno , bella e chiara nella sua complessità e nei suoi enormi investimenti, si può dire che il Dr. Moscherini ha svelato la sua vera missione dimostrando una capacità di lunga visione e di raccordo con grandi forze imprenditoriali, che avrebbe potuto essere ammirevole se a portarla avanti fosse stato il Cavalier o il Commendator Moscherini e se riferita a territori maggiori e non finalizzata solamente alla costruzione sempre e ovunque.
Invece non tenendo conto della qualità di vita, della vivibilità e del benessere di una città, oltre ai temi casa-lavoro-sanità, che trova da tanto tempo Civitavecchia ai livelli minimi, ulteriormente peggiorativi con porto della Frasca, raccordo autostradale e interessi su varianti, dimostra di non essere un buon Sindaco.
Con questa visione chi fra qualche anno arriverà in città per il porto o per le Terme , troverà cemento, costruzioni, niente verde e alberi, in un incastro di automobili in ambiente di degrado.
Ecco, Civitavecchia non ha necessità di un tale Sindaco , perchè così agendo ha dimostrato di non pensare alla città, ma ad altro.
Antonio Manunta

