Lettere
2 Novembre 2011
Notizie di agosto per l'ambiente

Egregio Direttore, ci permetta di richiamare due notizie in materia energetica passate forse inosservate nel torrido caldo ferragostano. Una notizia è decisamente “cattiva”; la seconda è – prova ad essere – buona, fonte di speranza…

1. Cominciamo da quella spiacevole. Da quest’anno e per gli anni futuri l’Italia dovrà pagare cifre altissime a titolo di “multa” per aver sfondato ampiamente il tetto della produzione di CO2 concordata e pattuita nell’ambito del protocollo di Kyoto. Per il 2009 si tratta di 555 milioni di euro, ma in seguito la “multa” (ma nel burocratese si preferisce parlare di acquisto di diritti all’emissione di CO2) sarà ancora più salata: 840 milioni nel 2012… Ovviamente, saremo noi utenti a pagare in bolletta fino all’ultimo cent. Ricordare adesso: “l’avevamo detto” non ci procura alcuna soddisfazione, anzi! Fa rabbia quello che ha precisato Greenpeace: «La ‘maglia nera’ delle emissioni va all’Enel, con + 6,8 milioni di tonnellate rispetto alle quote assegnate dalla direttiva Ue e una produzione totale nel 2007 di 46,7 milioni di tonnellate. Da sola, Enel emette quanto la somma del comparto della raffinazione, dell’acciaio e della carta». Se questo valeva nel 2007, che sarà negli anni a venire, quando TV-Nord opererà (ma ci batteremo perché non avvenga mai) a pieno regime?

2. La notizia buona viene dai Verdi di Toscana. Si tratta – nel campo delle rinnovabili – di una innovazione che sembra davvero destinata a un grande futuro: in un parola, l’EOLICO SENZA PALE. A Firenze, durante «Lavori verdi», summit sull’energia alternativa voluto dai Verdi toscani e al quale hanno partecipato esperti da tutta Europa, è stato presentato «Tornado Like», un prototipo progettato da un gruppo di ingegneri russi e realizzato da una società italiana – la «Western co» di San Benedetto del Tronto – specializzata nelle tecnologie rinnovabili. «Tornado» è il primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole; potrà diventare un’alternativa alle grandi pale cattura-energia dal vento che provocano reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori. La macchina ha il vantaggio di non avere le pale e dunque di poter essere mimetizzata molto meglio nell’ambiente. Mentre un normale aerogeneratore a pale raggiunge in media i venti, trenta metri, «Tornado» non supera i due, tre metri e in futuro sarà ancor più miniaturizzato. «Funziona ovunque, anche dove non c’è troppo vento – ha spiegato Roggiolani, leader dei Verdi toscani – perché è in grado di accelerare l’aria e di creare un effetto tornado ottimo per muovere le turbine e produrre energia». La resa energetica è superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%. Come funziona? L’aria penetra dalla base del cono e dentro la macchina il flusso viene trasformato in un vortice fino a quando, potentissimo, raggiunge la sommità del dispositivo dove si trovano le turbine per generare l’energia elettrica. I test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l’Università delle Marche e il CNR di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini. Poi si passerà alla produzione su vasta scala entro il secondo semestre 2010. Egregio Direttore, passato agosto, speriamo che si ritorni a discorsi più seri di quelli che ci hanno dilettato negli ultimi tempi. Un piccolo spunto lo vorremmo ricavare anche dalle cose come le due ricordate: per reagire agli errori commessi e per spingere verso innovazioni importanti.

I Verdi di Civitavecchia