CIVITAVECCHIA – E’ polemica sulla notizia – apparsa sul Messaggero – dell’omicidio di Civitavecchia: il movimento dell’Italia dei Diritti si interroga sul perché è stato restituito il porto d’armi ad un soggetto al quale in passato era stato tolto. Critico il responsabile del Lazio Vittorio Marinelli: “L’omicidio di Civitavecchia appare essere di estrema attualità e si inserisce all’interno del discorso più complessivo che sta interessando in questo periodo l’Italia, che riguarda l’uso delle armi. Facciamo riferimento in particolar modo alle richieste di armamento delle varie polizie locali nelle quali è capofila una destra becera e demagogica”. Nelle conclusioni di Marinelli si evincono le perplessità in tema di concessione del porto d’armi: “Il caso di Civitavecchia è pertanto emblematico perché si trattava di un soggetto addirittura qualificato al possesso delle armi nonostante l’alternarsi tra la revoca e la remissione della revoca. Il risultato culturale che ne deriva è quasi uno sdoganamento verso l’uso delle armi che fa somigliare sempre più l’Italia ad un far west. Cessino Alemanno e i vari sindaci del nord-est nel continuare a buttare benzina nel fuoco perché se dovesse scoppiare un incendio, essendoci già le avvisaglie, l’Italia diverrebbe sempre più simile non all’America di Barack Obama ma all’America dei pistoleri come Pat Garrett e Busty Cassidy”.
Lettere
2 Novembre 2011
Omicidio di Civitavecchia, Italia dei Diritti critica sul porto d'armi

