CIVITAVECCHIA – «Negli ultimi venti anni si è registrata una volontà aziendale e politica tesa a ridurre Civitavecchia a semplice nodo di scambio, invece che potenziarla recependo la sua importanza a carattere non solo regionale». Ne sono convinti i responsabili di Freedom, con il movimento politico che torna ancora a battere sul problema del sistema ferroviario locale oggi più che mai inadeguato alle esigenze del territorio. E lo fa numeri alla mano. «Dal 1992 ad oggi – ha spiegato Fabiana Attig – abbiamo perso il 70% del persone: nel ‘92 si contavano circa 1000 unità, oggi meno di 300 di cui 70 per l’esercizio e circa 200 per le infrastrutture. Attualmente abbiamo 4 dipendenti impiegati alle tre biglietterie che coprono il turno della mattina e saltuariamente quello del pomeriggio, nonostante i nostri sportelli vendano, ognuno, non meno di 800 biglietti al giorno, con punte di 1000. In tutto questo quale è stata la risposta di Trenitalia? Quella di inviare qualche unità per il ‘‘costumer care’’. Non è certo questa la strada da seguire». E quale sarebbe per Freedom l’alternativa valida? Quella di far passare la stazione di Civitavecchia da ‘‘Divisione Passeggeri’’ a ‘‘Trasporto Regionale’’ (come sono ad esempio Ladispoli, Santa Marinella, Tarquinia). «Questo non comporta particolari oneri, come si teme – ha aggiunto Attig – ma anzi consentirebbe di spalmare in modo più efficace i 1728 turni di lavoro attuali, garantendo maggiori investimenti su Civitavecchia considerando anche l’aumento del 15% del traffico croceristico previsto per il 2011 e maggiori vantaggi per l’utenza, come la possibilità, per gli over70, di avere la carta per l’esenzione dal pagamento che ad oggi si può avere solo recandosi a Santa Marinella o Tarquinia». Altre proposte sono quella di garantire la presenza giornaliera di ‘‘Protezione aziendale’’, il nuovo team di Trenitalia che verifica la qualità del servizio e specialmente la sicurezza e la realizzazione di una fermata a Pantano, utile sia per chi vuole recarsi alla Madonnina che per i residenti. «Soprattutto – ha aggiunto Alessio De Sio – è necessaria soprattutto oggi la convocazione di un tavolo tra Comune, Regione e Ferrovie. Ed è necessario che anche l’assessore regionale Lollobrigida, che si è detto più volte vicino a Civitavecchia, lo sia davvero». Criticato per la latitanza e per aver preferito acquistare convogli da immettere, ad esempio, sulla tratta Campoleone-Aprilia, Lollobrigida è chiamato a dare risposte concrete. Come quella sul contratto di servizio tra Regione e Trenitalia «introvabile – hanno aggiunto – ci dicono che è online, ma in realtà si trova solo quello del 2006. Non si sa quindi a quali condizioni Trenitalia stia fornendo i propri servizi alla Regione Lazio». Freedom ha quindi preparato un dossier dettagliato sui disagi ed i disservizi da presentare al ministro Matteoli, al presidente della Regione Lazio Polverini e ai responsabili Trenitalia.
Politica
2 Novembre 2011
"La stazione di Civitavecchia deve diventare regionale"


