Scuola e Università
2 Novembre 2011
Tutti convinti: &laquo;Il Polo deve rimanere in citt&agrave;&raquo; <br />

CIVITAVECCHIA – Il Polo Universitario deve rimanere a Civitavecchia. Questa la decisione che scaturisce dal Cda convocato questa mattina alla sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Certo, occorrerà lavorare per uscire da una situazione di stallo che si è protratta troppo a lungo, ma tutti i presenti hanno mostrato interesse affinché la struttura rimanga, ad anzi venga ampliata e ripensata in un’ottica più generale. La Fondazione Ca.Ri.Civ. stessa, come confermato dal presidente Vincenzo Cacciaglia, si è detta pronta anche a sostenere ulteriori spese economiche, a conferma di quanto l’ente abbia a cuore le sorti dell’università locale ed abbia sempre sostenuto il progetto, nonostante le difficoltà. Il sindaco Moscherini ha mostrato meno disfattismo rispetto ai precedenti interventi, la facoltà di Ingegneria della Sapienza, che sembrava essere uno degli anelli più deboli, ha confermato l’interesse a voler proseguire il percorso che si è aperto sul territorio. Insomma, sembra che qualcosa si stia effettivamente muovendo. «Già il fatto che – ha spiegato il delegato del Pincio e docente universitario Nicola Porro – si sia parlato seiamente della revisione dello stato giuridico per l’ingresso di nuovi soci e, di conseguenza, di nuovi finanziamenti, dello screening su possibili risorse da reperire a livello europeo, su sinergie comprensoriali, uscendo dal discorso ‘‘cittadino’’ e coinvolgendo anche gli altri comuni, e infine delle sinergie tra sedi omologhe o affini, è un fatto positivo». In questo senso «verrà nominata a breve una commissione per le modifiche statutarie e – ha aggiunto – entro un mese e mezzo convocata l’assemblea dei soci. Contiamo poi di riuscire, a gennaio, a presentare la nuova offerta formativa». Alla base della rimodulazione didattica, come spiegato dal professor Porro, c’è la sinergia tra Atenei, «facendo convergere le forze. Tuscia e Sapienza insieme – ha spiegato – per corsi unici di insegnamenti comuni, riunendo in un unico filone competenze ed interventi; in questo senso, ad esempio, potrebbe essere interessante anche l’idea del sindaco Moscherini per un corso di Scienze del Turismo, i grado di raccogliere attorno a sè una serie di insegnamenti. Così si risponde all’obiettivo di un polo decentrato, ossia la contaminazione dei saperi». Si è pensato poi a coinvolgere gli uffici per l’internazionalizzazione di Tuscia e Sapienza per verificare la presenza o meno di risorse e finanziamenti europei in base alle vocazioni specifiche del territorio, vista anche le difficoltà economiche dovute alla finanziaria 2010 e ai fondi Enel in scadenza. «Pensiamo quindi – ha aggiunto – ad un piano di sostenibilità finanziaria a lungo termine proprio con l’ingresso di nuovi partner».