CIVITAVECCHIA – Una lettera, pronta a partire a giorni e indirizzata al rettore dell’università La Sapienza di Roma Luigi Frati per capire, una volta per tutte, quanto l’ateneo sia interessato o meno a Civitavecchia. I firmatari di questa missiva, che suona come una sorta di ultimatum per chi, ultimamente, non sembra aver offerto seganli concreti per una rinascita del polo cittadino, sono gli altri rappresentanti del consiglio di amministrazione del Consorzio, e in primis l’avvocato Vincenzo Cacciaglia, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia e il rettore dell’università La Tuscia Marco Mancini. Sono stati loro, nel corso dell’ultima seduta prenatalizia del Cda, alla quale era peraltro assente il sindaco di Civitavecchia Giovanni Moscherini, a ribadire la necessità di mantenere viva sul territorio la realtà universitaria. A quanto pare, infatti, una cosa è certa: l’intenzione della Fondazione Ca.Ri.Civ., che in questi anni sull’università ha investito parecchio, e dell’ateneo della Tuscia che si è inserito nel migliore dei modi sul territorio, come dimostra la brillante esperienza del laboratorio di Oceanologia Sperimentale ed Ecologia Marina coordinato dal professor Marco Marcelli, è quella di andare avanti, con o senza Sapienza a questo punto. Una volta chiarita la parte che vorrà svolgere l’ateneo capitolino, si potrà parlare quindi di diversificazione di corsi, miglioramento dell’offerta o possibile ingresso di nuovi soci: ma occorrerà attendere.
Scuola e Università
2 Novembre 2011
Università, ultimatum alla Sapienza

