Scuola e Università
30 Novembre 2011
Dimensionamento scolastico, contraria la Manzi

CIVITAVECCHIA -Giù le mani dai circoli didattici.
Tempi bui per l’istruzione italiana «assoggettata a logiche lontane dai bisogni dei principali protagonisti».
A minacciare la solidità di un sano insegnamento alle generazioni del domani, l’accorpamento degli istituti scolastici voluto dalla nuova finanziaria che porterebbe dunque alla scomparsa dei circoli didattici e alla nascita di istituti comprensivi «con un numero di alunni non inferiore a mille, ingestibili dal punto di vista organizzativo e logistico in quanto i nuovi plessi si svilupperebbero su una fascia territoriale talmente estesa da compromettere la corretta coordinazione, il controllo e la gestione di tutte le attività», come denuncia il personale dell’istituto comprensivo ‘‘Manzi’’ di Civitavecchia.
Ma la soluzione c’è: «Salvare i circoli didattici esistenti e costituire i seguenti comprensivi – spiega il personale – Primo Circolo (‘‘Laurenti’’ e ‘‘Rodari’’) più istituto ‘‘Manzi’’, Secondo circolo (‘‘Cialdi’’, ‘‘De Curtis’’) più istituto ‘‘Flavioni’’ e ‘‘Regina Elena, Quarto circolo più ‘‘Calamatta’’ e ‘‘Renata Borlone’’ per poi finire con l’accorpamento degli istituti ‘‘Collodi’’ e le scuole secondarie di primo grado di Campo dell’oro, San Gordiano e Uliveto al Quinto circolo didattico».
Proposta che il personale dell’istituto ‘‘Manzi’’ porta all’attenzione del primo cittadino Gianni Moscherini, sperando «che l’amministrazione comunale, tra le proposte legate al ridimensionamento scolastico, prenda in considerazione quella che prevede una più razionale aggregazione o che comunque, nelle scelte di una buona amministrazione, non rigetti a priori – prosegue il personale – quella che sembra essere l’ipotesi più valida. Tale atteggiamento risulterebbe deleterio e danneggerebbe una parte delle scuole del territorio, che con gran sacrificio e spirito di abnegazione, cercano di conseguire un buon livello di standard formativo e qualitativo e che già risultano essere fortemente penalizzate da fattori contingenti». E chiedono, prima che il Pincio prenda «la decisione finale», un incontro «urgente per meglio chiarire le ragioni espresse».