Scuola e Università
30 Novembre 2011
Insegnanti e genitori contro l’accorpamento degli istituti

CIVITAVECCHIA – Al Pincio a manifestare tutto il proprio disappunto nonostante il divieto da parte della Questura a causa dell’invio tardivo della richiesta.
Protagonisti della storia che si è protratta per tutta la giornata di oggi sono insegnanti e genitori dell’istituto comprensivo ‘‘Manzi’’ di Civitavecchia fermamente contrari alla delibera approvata in Giunta che prevede l’accorpamento degli istituti scolastici voluto dalla nuova finanziaria che porterebbe alla scomparsa dei circoli didattici e alla nascita di istituti comprensivi e che penalizzerebbero l’istituto civitavecchiese in questione favorendo invece l’istituto ‘‘Flavioni’’ che assorbendo anche il bacino d’utenza proveniente dal conteso istituto ‘‘Rodari’’ avrebbe la supremazia incontestata sull’intero territorio portando la storica ‘‘Manzi’’ ad una «morte lenta e certa. La divisione orizzontale che scorpora i circoli didattici – hanno spiegato – incontra dissenso in quanto andrebbe a creare una situazione di disagio per l’utenza, i lavoratori e la cittadinanza tutta». Ascoltate le lamentele della delegazione da parte del primo cittadino che ha però mantenuto il punto: «Si tratta di una soluzione che non crea problemi a nessuno, tantomeno agli insegnanti che sicuramente non perderanno il proprio posto di lavoro». Intanto, risponde al grido d’aiuto lanciato dal personale della Manzi, l’assessore provinciale Paola Rita Stella: «Il nuovo Piano di riorganizzazione della rete scolastica è stato imposto in tempi strettissimi, per questo credo sia necessario uno slittamento all’anno scolastico 2013/2014. I nuovi parametri sono a dir poco disastrosi – spiega Stella – perché stabiliscono la cancellazione di tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado se non si raggiunge il minimo di 1000 alunni. Crediamo fermamente nella costruzione degli Istituti comprensivi ma con un percorso coerente, unitario e condiviso dove tutti i soggetti coinvolti, dai dirigenti a tutto il corpo docente e non docente diventino responsabili e si prendano cura dell’istituto. Ma contestiamo fortemente i modi e i tempi con i quali questi cambiamenti sono stati imposti».