Cultura e Spettacoli
30 Novembre 2011
Les Tambo de Brazza alla Marina

CIVITAVECCHIA – Dopo gli Abbamania, Valentina Persia, Tony Hadley, Barbara Foria, il Civitavecchia in festival si prepara a salutare alla grande i suoi fedelissimi spettatori che insieme ai grandi artisti d’importanza internazionale, hanno accompagnato, animanto e scaldato l’estate civitavecchiese alla Marina.
A chiudere in bellezza la rassegna, domani sera, saranno i pensieri e le sensazioni primordiali provenienti dall’Africa, pronti ad esplodere dal profondo dell’essere. Promotori dei ritmi africani saranno Les Tambours de Brazza, creati nel 1991 da Emilie Biayenda, batterista, autore e compositore congolese, che coniugano tradizione e modernità, mescolando i tamburi Ngoma, la batteria, il basso, la chitarra e altri strumenti moderni. Una musica, quella degli ‘‘ultimi’’ ospiti del Civitavecchia in festival, che porterà gli spettatori a svestirsi del proprio sapere occidentale e come dei novizi lasciarsi avvolgere e trasportare da pensieri e sensazioni sconosciute, che esplodono al contatto con questa terra, dolce e violenta, piena di luce e mistero. Tamburi che parlano, cantano e rimandano con la mente ai tempi in cui il grande tamburo era il compagno inseparabile di un intero continente. Maghi del ritmo e del corpo, Les Tambours de Brazza riprendono la gestualità e i riti ancestrali africani. Suoni primaverili, ritmi che si insinuano come pulsazioni vitali, danze che inventano nuovi linguaggi non tradizionali, costumi che illuminano la scena di mille colori e cantori dei tempi moderni che attraverso il loro canto e la loro irresistibile gioia mandano un messaggio universale di pace, libertà e fraternità.