di LUCA GROSSI
L’ora del giudizio sportivo è arrivata. Il processo della procura federale inerente allo scandalo calcio scommesse è infatti cominciato ieri mattina. Marco Paoloni era rappresentato dai suoi avvocati cosi come tutti i giocatori e le società interessate. La giornata è stata molto intensa data la mole di lavoro ed il poco tempo che il calcio lascia agli organi di giustizia sportiva per emettere dei giudizi. A differenza dei processi ordinari, infatti, ci sono dei campionati da far iniziare e delle tempistiche commerciali da rispettare. Ma andiamo alla descrizione della giornatra: l’udienza è iniziata tra richieste di patteggiamento, istanze ed eccezioni. La commissione disciplinare, presieduta da Sergio Artico e composta da Claudio Franchini, Amedeo Citarella, Luca Giraldi e Gianfranco Tobia ha ascoltato prima le parti terze e poi agli avvocati. La prima notizia negativa per Paoloni arrivava sin dalle primissime ore con la richiesta di patteggiamento da parte del calciatore dell’Ascoli Vittorio Micolucci. Il giocatore patteggiava e grazie alla collaborazione offerta alla procura veniva condannato ad 1 e 2 mesi di squalifica. Il patteggiamento di Micolucci, deferito per gli stessi reati di Paoloni, e la conseguente ammissione di reato veniva visto, dall’avvocato del giocatore Bellavista, come un indirizzo chiaro di come la Commissione sia convinta dell’esistenza di una associazione mirata a commettere illeciti e chiedeva la ricusazione della commissione. Inoltre gli avvocati si scagliavano sulla validità delle intercettazioni in quanto sono state inviate alla procura solo le trascrizioni e non i file audio. L’intonazione e l’ambito del discorso potrebbe quindi essere compromesso. La Commissione respingeva tutto. Entra in scena Stefano Palazzi che espone le sue accuse puntando tutto sull’evidenza della rete associativa respingendo l’eccezione della difesa di Paoloni mirata all’insussistenza dell’associazione poichè ne farebbero parte anche non tesserati. Palazzi sostiene invece fondamentale anche questo elemento ai fini del giudizio. Palazzi si sofferma soprattutto sulle tantissime conversazioni intercorse tra gli accusati. Arriva la richiesta di pena ed è durissima: l’accusa chiede per Paoloni 5 anni più preculsione più 5 anni squalifica in continuazione (ovvero la radiazione).

