CIVITAVECCHIA -Sono passati tanti anni da quella sera quando Manrico mi invitò a far parte del Comitato di Santa Fermina. Accettai con vero piacere; tanta era l’amicizia che ci legava.
Entrato nel gruppo feci parte di quella che lui amava definire ”la truppa”, il gruppo che esegue tutti i lavori nella cappella della Santa Patrona. Abbiamo lavorato nell’umiltà, nella devozione alla Santa e impegnandoci per rendere la sua festa sempre più bella, senza presunzione alcuna raccogliendo applausi o riconoscimenti.
La discrezione e l’umiltà sono la norma, lo spirito e una scelta di vita per chi ama la Santa Protettrice di Civitavecchia, per chi ama il suo prossimo, per chi ama i suoi concittadini e ne tiene viva l’appartenenza.
Era questo lo spirito con il quale Manrico si impegnava ad offrire il suo tempo in questa attività. Infaticabile organizzatore, sentiva la responsabilità del compito a cui era chiamato e coinvolgeva tutti per una buona riuscita. “Servi di Dio servendo la Chiesa” non per futile convenienza ma per fede in Dio: questa la sua regola.
Una sua passione era quella di costruire presepi. Aveva il desiderio irrefrenabile di presentare sempre meglio il profondo mistero d’amore che Dio ha donato agli uomini: la natività. Lui ne è stato un traduttore infaticabile.
Lo scorso 3 giugno ci ha lasciati ed è tornato al Padre.
Sentiamo il peso della sua assenza.
Sentiamo il vuoto che ha lasciato.
Ci consola l’averlo avuto amico, fratello e compagno esemplare di vita.
Un Civitavecchiese: uno tra noi….
Angelo Capparella
Consiglio Comitato
Festeggiamenti Santa Fermina

