Sport
30 Novembre 2011
Pallanuoto. Si dividono le strade di Aurelio Baffetti e Snc

di GIAMPIERO ROMITI

Et voilà, Aurelio Baffetti. Un nome, un cognome. E una storia. Prevalentemente rosso celeste: E quando a splendere sono questi due colori il pensiero vola in una sola direzione: laggiù, dalle parti di largo Marco Galli dove alberga la sede gloriosa della Snc. Ovvero della società pallanuotistica, sicuramente e decisamente fiore (oggigiorno un po’ appassito) all’occhiello di una città sportiva per eccellenza come la nostra. Aurelio Baffetti, dunque. Ottocento partite disputate nelle vasche italiche e non solo; una Coppa delle Coppe vinta con il Pescara; la prima volta in acqua con la calottina rossa nell’ormai impolveratissimo 1980; una lunga galoppata coi sette già citati della Snc e del Pescara e via via con l’Anzio, il Palermo, il Catania e il Messina. E, tanto per gradire, un bocconcino finale niente male: cinquanta presenze nel settebello. Allora, che ne dite? Non è forse un curriculum cinque stelle extra lusso? Sicuramente sì. Ma evidentemente non basta, anzi non è bastato per fare di Aurelio Baffetti un punto cardinale del club che attualmente si avvale della “benedizione” dirigenziale di D’Ottavio e Iacomelli. E, a voler sottilizzare, non è questa la stranezza legata ad una situazione, almeno a nostro avviso, alquanto paradossale. Ormai accasatosi in quel di Messina, non più tardi di tre anni venne richiamato dal club rossoceleste per iniettare l’esperienza necessaria nelle vene di una squadra ringiovanita epperò talmente ambiziosa da sognare il ritorno nella massima categoria, la serie A1. E, a ragion veduta, sia da parte del management che del settore tecnico quale migliore soluzione se non quella di affiancare al promettentissimo Del Lungo un portiere carismatico e capace di “euforizzare” l’intera squadra della statura di un Aurelio Baffetti? Si sa, specialmente a livello di seconda serie nazionale (A2) godere della presenza di un guardiano dei pali esperto equivale a metà partita vinta. E difatti l’interminabile, a tratti anche irto di difficoltà, viaggio agonistico si concluse con lo strepitoso trionfo ai danni del favoritissimo Salerno. Ed anche per Baffetti, protagonista con la P maiuscola dell’impresa insieme al già citato Del Lungo (peraltro agevolato proprio dalla presenza dell’inossidabile Aurelio nella definitiva acquisizione dei fondamentali per raggiungere il top dell’affidabilità e della padronanza della porta), si sono spalancate in quel momento le porte di un presente soddisfacente e professionalmente premiante. Oltre al rinnovo del contratto annuale da giocatore, dalla Snc venne affidato a Baffetti l’incarico di responsabile tecnico della squadra “esordienti” nonché di preparatore (il ruolo decisamente più congeniale ed è inutile chiedersi il perché…) dei portieri.
Allora? Tutte rose e fiori? Manco per idea, accidenti. Quel primo amore che non dovrebbe scordarsi mai, cominciava a perdere colpi già all’inizio dello scorso anno e finiva per nebulizzarsi nel mese di settembre, praticamente all’indomani della fatidica partita con l’Ortigia. Di lì rapporti sempre più freddi e quel che è peggio nessun tentativo di approccio da parte della dirigenza per ribadire al portierone la propria fiducia ed il rinnovo del contratto se non come giocatore (per evidenti motivi anagrafici, essendo il nostro Aurelio uno specialissimo signore che ha ormai calzato gli stivali delle sette leghe che lo stanno portando di corsa verso il luminosissimo traguardo dei 50 anni) almeno in qualità di tecnico di una delle numerose squadre giovanili o addirittura di direttore sportivo al fianco del coach Marco Pagliarini avendo la competenza per ricoprire tale delicatissimo ruolo e nel contempo la personalità giusta per essere preso in considerazione dai direttori di gara non essendo certamente un carneade delle piscine ma al contrario un personaggio iperconosciuto.
Con la timidezza che l’ha sempre contraddistinto, Baffetti s’è pure avvicinato al deus ex machina rossoceleste, Ivano Iacomelli, chiedendogli il perché della sua esclusione dal progetto della Snc e la risposta è stata lapidaria: . Reazioni da parte di Aurelio? Nessuna. Il suo grande, sconfinato amore per la società alla quale ha dedicato i suoi migliori anni, regalato momenti fulgidissimi di gloria, offerto con sommo piacere impegno ed immani sacrifici, è stato ripagato con un triste . E lui, il grande portiere Baffetti, sta ripensando adesso con nostalgia alla “sua” Messina dove respirava a pieni polmoni l’aria del rispetto del prossimo e del mondo sportivo che lo circondava

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