Sport
30 Novembre 2011
Paoloni, cinque anni più radiazione

 

di LUCA GROSSI

La sentenza era nell’aria, ma una radiazione fa sempre e comunque clamore. La Commissione Disciplinare ha infatti inflitto la massima pena al calciatore locale Marco Paoloni. Il primo appello della giustizia sportiva ha accettato, in sostanza, le proposte del procuratore federale Stefano Palazzi.
«Ci aspettavamo questa sentenza – ha affermato l’avvocato civitavecchiese di Marco Paoloni Emanuela Di Paolo – ci stiamo già preparando per presentare il ricorso nei soli due giorni che abbiamo a disposizione».
L’avvocato locale ha già sottolineato nel corso delle scorse settimane la celerità del processo sportivo e la conseguente limitazione delle difese, costrette a prepararsi nel pochissimo tempo a disposizione: «Due giorni sono davvero pochi per preparare un ricorso, eppure siamo fiduciosi in quanto il mio assistito è stato prosciolto da alcune accuse, questo significa che la nostra difesa è stata accettata dalla Commissione». Una piccola vittoria per l’avvocato locale è rappresentata dalla cancellazione dei 5 anni in continuazione richiesti da Palazzi e non accettati dalla Commissione Disciplinare: «I cinque anni in continuazione richiesti dal procuratore federale proprio non ce li aspettavamo – ha continuato l’avvocato del foro locale – al contrario questa sentenza era quasi prevedibile». Nonostante la cancellazione dei 5 anni in continuazione, da aggiungersi ai 5 anni di squalifica più la preclusione da tutti i ragnghi e le categorie della Figc (in pratica la preclusione vale già come una radiazione ma i 5 anni in continuazione erano stati richiesti da Palazzi per evitare delle riduzioni di pena con il passare degli anni), la condanna potrebbe rappresentare la fine della carriera del ventisettenne calciatore locale. Ma andiamo ad analizzare le 55 pagine di sentenza della Commissione. Dopo aver spiegato i deferimenti e le motivazioni della procura federale, l’organo di giustizia ha analizzato i singoli casi dei deferiti. Nel caso di Paoloni la commissione ha confermato l’esistenza dell’associazione finalizzata alla commissione di illeciti, il tesserato Bressan è stato invece prosciolto. Paoloni viene citato come uno degli elementi più attivi dell’associazione. Per quanto riguarda le costrizione psicologica con la quale Erodiani avrebbe costretto Paoloni a «fare le torte», i giudici sostengono che Paoloni «abbia volontariamente dato la causa alla situazione di pericolo, mettendosi con la propria condotta nella condizione di dover subire quella che, secondo la prospettazione dell’interessato, pare come una minaccia all’incolumità sua e dei familiari». Per quanto riguarda invece le accuse di illecito sportivo, Paoloni è stato prosciolto solamente dalla partita Inter Lecce. In particolare la pena è stata inflitta a Paoloni per la violazione degli articoli 7 e 9 del codice di giustizia sportiva. Il processo di appello inizierà il 16 agosto.

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