di LUCA GROSSI
L’organizzazione della conferenza stampa è ancora in itinere ma Marco Paoloni ha già cominciato a difendersi mediaticamente dalle accuse che gli sono state rivolte.
Se i suoi avvocati stanno continuando, presso il tribunale di Cremona, a tirare fuori dalle sabbie mobili il portiere ex Cremonese, lo stesso sta facendo il giocatore attraverso interviste e dichiarazioni ai media nazionali e locali. Paoloni praticamente ricalca i suoi ultimi interrogatori nel negare qualsiasi accusa di combine, reato che comporterebbe quasi sicuramente la radiazione dal mondo del calcio. Anche per quanto riguarda il sonnifero dato ai giocatori della Cremonese, Paoloni si difende affermando inoltre che il suo ruolo di portiere gli avrebbe concesso possibilità molto più facili per favorire la squadra avversaria rispetto ad un avvelenamento dei suoi compagni di squadra.
Paoloni come si sente dopo questo mese e mezzo appena trascorso?
«Sono tornato a casa da poco non ho voluto neanche leggere i giornali di questi giorni ma una cosa la voglio dire: quel calciatore che è stato descritto dai media non sono io. Io non ho mai fatto illeciti come quelli di cui sono stato accusato».
Il carcere prima, e gli arresti domiciliari rigidi poi, gli hanno impedito di rispondere alle parole dette sul suo conto. Cosa le ha dato particolarmente fastidio delle accuse subite?
«Sono stati tanti i lati omessi di questa vicenda. In molti hanno parlato, ma sono state allo stesso modo tante le cose non dette. Adesso però voglio chiarire tutti i punti della vicenda e lo farò nella conferenza stampa che penso verrà organizzata per la prossima settimana. Tantissimi in questa città mi conoscono e so che potranno confermare che io tutto posso essere meno che un personaggio come quello descritto. Sono fiducioso che il processo farà luce su tutta la verità e io verrò scagionato dalle accuse emesse nei miei confronti».
Insieme alla giustizia ordinaria anche quella sportiva sta facendo il suo corso. Quant’è la voglia di ritornare a calcare i campi di calcio?
«Il calcio era la mia vita e voglio che ritorni ad esserlo. Mi è stato tolta la possibilità di giocare per un reato che non ho commesso e questo mi sembra profondamente ingiusto. Anche in questo caso spero che la giustizia sportiva faccia il suo corso mettendo in evidenza la mia estraneità ai fatti».
Sport
30 Novembre 2011
Paoloni: «Il processo farà chiarezza ed io verrò pienamente scagionato»

