Sport
30 Novembre 2011
Pignatelli e Lemme in coro: &laquo;&Egrave; solo una partita come le altre&raquo; <br />

di ALESSIO ALESSI
e RICCARDO VALENTINI

Circa due anni fa la Mojoli giocava i play off promozione per la B1 e la final four di Coppa Italia mentre l’Isoltermica militava in Prima Divisione. La prossima stagione saranno di fronte per darsi battaglia nel derby di serie C maschile di pallavolo. Agli appassionati torna in mente il derby femminile, sempre di serie C, di due anni fa, quando il clima teso sfociò addirittura in rissa sugli spalti. Della stracittadina hanno parlato proprio il tecnico dell’Asp Alessio Pignatelli e quello della Cv Volley Tonino Lemme in una simpatica intervista doppia in esclusiva per La Provincia.
Due anni fa vi sareste mai aspettati di giocare questo derby?
P. «No, non me lo sarei mai aspettato ma credo che i progetti sportivi di una società vadano ben oltre una singola partita».
L. «Sicuramente no. Ero seduto sull’altra panchina e la realtà della Cv Volley era ancora in crescita. Se poi penso che avevo anche deciso di smettere, non vedo come avrei mai potuto immaginare un evento del genere».
Chi è il favorito e perché?
P. «Penso noi, abbiamo un roster migliore e diversi anni di esperienza in categorie medio-alte. Anche se il campionato è lo stesso i valori restano sicuramente differenti».
L. «Senza dubbio loro. Appartengono ad un’altra categoria e a mio parere non si meritavano neanche di retrocedere. Comunque nello sport mai dire mai, le sorprese sono sempre dietro l’angolo».
Come reagireste ad un’eventuale sconfitta?
P. «Immagino con una riunione. Alcuni ragazzi potrebbero sentire particolarmente la cosa e potremmo fare un punto della situazione per individuare i motivi della sconfitta. Nessun dramma comunque, in palio ci sono tre punti come in tutti gli altri incontri e i nostri obiettivi sono ben più importanti che vincere il derby».
L. «È una partita che vale come le altre. Detto ciò, dico solo che i nostri obiettivi sono differenti, così come i valori in campo. Disputeremo due campionati differenti e per tale motivo ci può stare anche una sconfitta».
Perché un appassionato di pallavolo locale dovrebbe schierarsi dalla vostra parte?
P. «Non lo so, immagino che sia uno scegliere fra una cultura sportiva di diversi anni e la novità rappresentata da una nuova realtà economica sportiva emergente».
L. «Un appassionato dovrebbe tifare per la pallavolo e la crescita dello sport locale, a prescindere dall’affetto sentito nei confonti di una compagine o dell’altra».
Il clima teso che in passato ha visto protagoniste queste due società potrebbe ora riversarsi in campo?
P. «Spero di no, loro saranno i benvenuti nel nostro rettangolo di gioco e sono convinto che anche noi lo saremo nel loro. I dirigenti e i tecnici come noi hanno il dovere di comportarsi da esempi, stimolando la correttezza e la lealtà sportiva. Da parte mia ci saranno interventi, se necessario, solamente per riportare l’ambiente sui sani valori sportivi».
L. «Le polemiche non sono mai state né di mio gradimento né di mio interesse. Se mai qualcuno dovesse nutrire un po’ di rancore, spero solo lo sfoghi sul campo con un agonismo genuino».

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