Cultura e Spettacoli
30 Novembre 2011
Porto di Giano tra mito e storia

di ROBERTA GALLETTA

Tutta la fascia costiera dall’area occupata dalla centrale Enel fino all’area di Sant’Agostino è ricca di siti archeologici che testimoniano, attraverso il ritrovamento di preziosi resti sia sulla terra ferma che nel mare, la presenza di veri propri villaggi costieri, ville romane marittime con annesse peschiere, approdi naturali, porti strutturati e torri rinascimentali, da sempre oggetto di studi e ricerche approfondite. CONTINUA A PAGINA 5

Appena poco prima di giungere nel complesso residenziale de ‘‘Le Villette’’, in località di Sant’Agostino, i pochi resti della torre di avvistamento chiamata Bertalda o di Sant’Agostino si raccordano alla Torre Valdaliga, posta all’interno dell’area della centrale ENEL, quali elementi fondanti del sistema difensivo costiero tra il XVI e il XIX secolo, mentre la leggenda che legherebbe il luogo al nome di uno dei padri fondatori del cristianesimo e la presenza proprio nella golfata delle Villette dell’antico porto naturale di Giano, conosciuto poi con il nome di Bertaldo e sorto in quest’area proprio grazie alla presenza del fiume Mignone, fondamentale per l’antropizzazione della zona, confermano la rete di approdi presente lungo tutta la fascia costiera a nord di Civitavecchia già ampiamente studiata e documentata nel passato. Quando nel 1667 furono ritrovati vicino alla torre di San’Agostino, costruita nel 1563 per volere di Pio IV de’ Medici su una torretta preesistente, nei pressi dell’antico eremo di uno dei padri della chiesa, l’africano Sant’Agostino, i resti di un’iscrizione latina, oggi in copia tradotta dal latino posta sul muro della chiesa omonima a Pantano, e che raccontava la visione di un angelo da parte del santo su quel tratto di costa, il porto di Giano era già stato per molto tempo l’unico approdo presente nella zona, costruito su un preesistente e poi interrato porto etrusco e dedicato alla divinità bifronte. Il nome di Bertaldo, di epoca barbarica legato ai conti della Tuscia che dominarono questa zona fin dal medioevo o, più probabilmente, al nome di un principe longobardo, è legato anche alla torre di avvistamento che si trovava a pochi metri dal porto. Il ritrovamento di domenica scorsa sul litorale di Sant’Agostino, probabilmente la parte principale del fasciame di una nave antica, lungo circa 8 metri, dovrebbe appartenere ad uno dei tanti relitti presenti e già individuati nell’insenatura delle ‘‘Villette’’, proprio nel porto di Giano, confermando la vitalità del passato sulle coste di Civitavecchia. Per questo è importante dedicare le migliori energie del territorio e della città a studiare in maniera approfondita alcuni aspetti ancora poco indagati della storia di Civitavecchia per poter aprire nuovi scenari sulla ricerca archeolgica locale, non ancora troppo valorizzata come merita.