Sport
30 Novembre 2011
"Paoloni, io dipinto come un assassino"

di LUCA GROSSI

Uno dei primi pensieri di Marco Paoloni successivi al suo arresto riguardava la possibilità di spiegarsi davanti al mondo raccontando le sue verità. Per giorni i legali avevano dichiarato la volontà di dare voce al calciatore implicato nello scandalo calcio scommesse. Ieri questa possibilità è stata finalmente sfruttata. Paoloni ha svolto la sua conferenza stampa, accompagnato dai suoi avvocati, riaffermando praticamente quello che già aveva fatto trapelare dalle interviste che gli sono state fatte nelle ultime settimane. La novità sta sicuramente nello stato d’animo in cui Paoloni ha spiegato le sue ragioni: «Io sono sicuro della mia innocenza- ha affermato il calciatore – sono apposto con me stesso, per questo sono sereno». Il calciatore ha smentito per l’ennesima volta di essere responsabile dei capi d’imputazione del processo ordinario, come di quello sportivo, ed ha descritto il suo arresto nei dettagli: «Ho pianto tutto il tragitto da Cremona a Benevento cercando di capire che cosa stesse succedendo. E’ stato un momento bruttissimo. Anche quando sono arrivato in carcere non facevo che piangere e chiedermi perchè stava succedendo quel che succedeva. Voglio ringraziare a tal proposito le guardie carcerarie ed anche i detenuti del carcere di Cremona che hanno cercato di sostenermi in tutte le maniere. La mia paura più grande riguardava mia moglie, pensavo che lei non mi potesse credere ed invece non è stato cosi. Inoltre non capivo i capi di imputazione». Paoloni ha anche sottolineato il suo stato d’animo nel vedere il suo nome accostato alle fialette di sonnifero: «La stampa e la televisione parlavano di me come se fosse sicuro che fossi stato io a mettere il sonnifero, parlavano di Paoloni l’avvelenatore. In realtà anche io in quella partita mi sentivo molto stanco. I miei muscoli non rispondevano a quello che la mente diceva». Le parole forse più importanti della conferenza sono state quelle dell’avvocato Rodella che ha affermato: «Sono stato l’ultimo degli avvocati a prendere in mano le carte. Ritenevo che, secondo la mia esperienza, sarebbe stato meglio puntare sul patteggiamento o sulla collaborazione. Invece vedevo i miei colleghi assolutamente indisponibili a percorrere queste strade. Leggendo le carte, però, mi sono reso conto che avevano ragione nel sostenere quella linea. Non potevo chiedere a Marco di collaborare su cose che non aveva fatto e non aveva detto». Le vere novità sul caso sono uscite all’interno dello ‘‘speciale’’ registrato presso gli studi di Provincia Tv. Paoloni ha infatti spiegato il suo passaggio dalla Cremonese al Benevento dovuto esclusivamente- secondo Paoloni- a ragioni sportive». Sempre nello speciale Paoloni ed i suoi avvocati hanno spiegato i propri pareri sul ruolo dei Media in questa vicenda. A Radio Stella Città invece Paoloni ha voluto confessare i suoi primi pensieri riguardo al suo lavoro: «In caso di squalifica ho pensato di andare a giocare negli Stati Uniti, ma anche lì la Fifa lo impedirebbe». Intanto è sempre di ieri la notizia della richiesta di revoca dell’obbligo di dimora per il calciatore.

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