Cultura e Spettacoli
30 Novembre 2011
Ritrovata la chiglia di un&rsquo;antica imbarcazione <br />

di SERGIO ANELLI *

Una forte mareggiata estiva ha restituito domenica scorsa il frammento di una antica imbarcazione sulla spiaggia di S. Agostino, tra gli stabilimenti balneari ‘‘La Scogliera’’ e ‘‘Er Corsaro’’. Si tratta della chiglia di una piccola nave, misura infatti otto metri, sulla quale è possibile osservare i particolari della tecnica costruttiva detta “su scheletro”. Le dimensioni importanti del pezzo, venticinque centimetri di larghezza per venti di altezza, ne indicano tutte le caratteristiche di robustezza ed affidabilità indispensabili per poter costituire la spina dorsale dell’unità. Sulla sua faccia superiore sono nette le tracce lasciate dai madieri, che avevano larghezze variabili tra i tredici ed i quindici centimetri, intervallati da spazi di trenta, trentacinque centimetri. Perni e chiodi di ferro, dei quali rimangono evidenti resti, ammorsavano madieri, chiglia, ed una probabile controchiglia inferiore che è mancante ma di cui si intuisce la presenza grazie ai fori passanti ed ad alcuni incastri osservabili nella faccia inferiore della chiglia. Le estremità del pezzo mostrano degli incastri sui quali andavano probabilmente calettate le ruote di prua e di poppa. Differenti angoli di incidenza rispetto un ipotetico piano suggeriscono la posizione della prua e della poppa. L’angolo più ampio sembra indicare il supporto di due masconi dai volumi molto pieni e quindi la prua mentre l’opposto angolo, più acuto, sembra essere quello relativo alla poppa. La tecnica costrittiva, l’uso di chiodi e perni di ferro, il buono stato di conservazione del legno, non sembrano avallare l’ipotesi che si tratti di una nave del periodo romano o comunque molto antico. Ci troviamo, in ogni caso, dinanzi quello che è un importante avanzo di una delle numerosissime imbarcazioni che collegarono le località della nostra costa ben oltre il periodo “classico”. L’importanza di queste piccole unità si rivelò fondamentale, in un periodo in cui le strade erano poche, poco manutenzionate ed insicure, per assicurare comunicazioni e commerci altrimenti impossibili. Che si tratti quindi di ciò che rimane di una chiatta addetta al trasporto del sale delle vicine Saline di Tarquinia o di una delle tante barche tradizionali, tartane, leudi, paranze ecc… il reperto, a mio avviso, costituisce comunque una importante testimonianza della “memoria storica” del nostro territorio ed andrebbe quindi documentato conservato e valorizzato nel modo che merita.
* Associazione Sub ‘‘I Terreni’’