Tidei è il vero ostacolo alla formazione di un cartello credibile del centrosinistra ed anche in questa occasione è partito in tempo utile e risorse importanti per confermarlo. A discapito della connotazione “rossa” cittadina, da 10 anni Civitavecchia è governata da commissari prefettizi e giunte di centro destra e il deputato Tidei ne è stato l’artefice principale, aiutato dall’incapacità di sganciarsi da lui per creare un’alternativa da tutto il fronte. Tidei ha svolto ottimamente il primo ottimo mandato 1994-1998 ma, a metà del secondo ed esattamente nel 2001 all’epoca dell’ipotizzato danno erariale di 3 milioni di euro nella vicenda loculi da parte della Corte dei Conti, abbandonò città e alleati della giunta di centrosinistra, servendo un assist formidabile all’elezione di De Sio. Nel 2006 contrastò pesantemente la candidatura di Piendibene, ben visto da tutti tranne lui, per imporre un Saladini che in pochi mesi fu costretto ad abbandonare e ripassando la palla al fronte opposto e alla vittoria schiacciante di Moscherini. Due autogol che in ambiente calcistico avrebbero destato sospetti ma non nell’ingabbiato ambiente della sinistra civitavecchiese. Due occasioni buttate al vento, intervallate da fallimento analogo a Santa Marinella, nette e chiare che avrebbero dovuto allertare partiti, esponenti e personaggi della sinistra, sebbene siano gli stessi, per prepararsi in tempo e proporre una vero candidato. In mancanza di un De Magistris o Zedda o Renzi locale, anche Piendibene poteva essere rappresentativo e, se si fosse sganciato dai limiti del suo partito lo stesso vale per Roberto Bonomi vero portatore dei valori autentici della sinistra, poiché Tidei, Luciani e Petrelli sono scontati e uguali da tantissimi anni e Guerrini appartiene all’area moderata. Ricordo che Bonomi è stato l’unico che ha avuto l’apprezzamento unanime del presidente Cappellani e di maggioranza e opposizione quando dovette lasciare. Invece sono stati 5 anni sprecati ed ecco anche questa volta l’ingombrante Tidei che si ripresenta con sedi, squadra di veterani, pc, manifesti, comunicati e trasmissioni tv, clone ai fallimentari precedenti politici e con alle spalle un partito democratico che ha accumulato tutti gli ingredienti da commissariamento e che nel frattempo ha perso il capogruppo Gatti passato alla Rete dei Cittadini, Cosimi a SEL, Guerrini ed il suo gruppo dimissionari da partito e direttivo e Mecozzi andato via appena eletto nella lista Porro. Chi rimane oltre a Porro che osserva pazientemente? Rimangono la figlia di Tidei e Piendibene la cui affermazione politica è stata sempre contrastata ed impedita dalla presenza ingombrante quanto perdente del deputato e che adesso invece appare come vittima della “sindrome di Stoccolma”. Tidei risulta essere il migliore alleato del centro destra, accanito nell’impedire qualsiasi rinnovamento della sinistra confermato alle recenti primarie che hanno demarcato, come avvenuto in tante città, il confine fra la “teoria delle primarie” e la “pratica delle primarie” ed evidenziando come le disponibilità economiche fanno la differenza nella politica attuale. Qualcuno ha fatto notare che forse bastava presentare il Modello Unico per stabilire i pesi fra i candidati da un commercialista e non a I Mulini. Ad un mese dalle elezioni comunali rimane un Tidei meccanico, dimagrito e nervosissimo, con cadute di stile incredibili nelle ripetitive e numerose trasmissioni tv a pagamento, dove è arrivato ad indicare nomi di cittadini ed associazioni avversarie ai limiti dell’istigazione, invadente nella produzione di comunicati talvolta finalizzati all’allarmismo ed insofferente verso i giornali che giustamente fanno notare quanto sia preponderante la sua parte economica rispetto alla proposta politica. Nel contempo la sua offerta è fumosa ed esclusivamente di contrasto demagogico all’azione pragmatica dell’attuale amministrazione, con ben 9 anni da parlamentare nei quali ha esclusivamente ostacolato Civitavecchia, nei periodi Marrazzo/Montino in regione e Ciani in Autorità Portuale, e con tutte le condizioni per far ricevere una sicura sconfitta al centrosinistra.
Antonio Manunta

