CIVITAVECCHIA – Quando sembrava vicina la parola fine per il consorzio universitario di Civitavecchia, arriva la bella notizia che segna il rilancio e la rinascita dell’importante realtà locale: la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, infatti, ha acquistato l’immobile di piazza Verdi, dove storicamente sono state ospitate le suore del Preziosissimo Sangue. L’ormai ex istituto De Mattias è pronto quindi a cambiare volto per lasciare spazio a due corsi universitari: i cinque anni di biologia marina e ed ecologia e economia aziendale con indirizzo turistico, entrambe dell’Università della Tuscia. “Una scommessa ed una sfida per rilanciare il consorzio locale – ha spiegato il presidente della Fondazione Ca.Ri.Civ. Vincenzo Cacciaglia, sostenuto dai membri del Cda – un investimento importante per dare concretezza all’infrastruttura universitaria: con questo “pacchetto” anche altre istituzioni e realtà potrebbero essere interessate ad entrare come protagonisti nel consorzio”. Il 30 marzo scorso è stato sottoscritto l’atto di proprietà, con le trattative iniziate diversi mesi fa. Rimaneva però il problema dell’asilo, ancora ospitato nell’istituto. “Non potevamo mandare a casa tre insegnanti e lasciare in difficoltà le famiglie – ha aggiunto il presidente Cacciaglia – e così abbiamo deciso di pensare noi alla gestione”. Dal prossimo mese di ottobre, quindi, conviveranno nella stessa struttura da oltre 3000 mq sia “Il mondo della serenità” che l’Università cittadina che, dopo il Villaggio del Fanciullo, difficilmente raggiungibile, e la sede di via Guglielmi, è pronta a ripartire a pochi metri dalla stazione ferroviaria, in centro, in una struttura che, a breve, verrà riqualificata. “Creeremo spazi per l’asilo, senza ridurli rispetto a quelli attuali – ha spiegato l’ingegner Franco Passeri – a creeremo una struttura polifunzionale, sulla scia di un moderno campus, con la parte didattica e con i laboratori, con un’area ricettiva, che potrebbe ospitare eventuali alloggi per fuori sede e locali mensa, e con una zona polifunzionale con aula magna, teatro e la Cappella attualmente presente. Tutto nell’ottica del contenimento energetico, pensando ad esempio anche ad impianti fotovoltaici”. Una sfida, quella dell’Università, anche per il presidente del consorzio Marco Mancini, magnifico rettore della Tuscia. “Nonostante le difficoltà vogliamo rilanciare questa università – ha spiegato – soprattutto in relazione alle specificità del territorio. Per non essere “cancellati” come università decentrata, in base alle valutazioni che verranno svolte dall’Anvur, si deve creare una convergenza tra tre caratteristiche: un’adeguata domanda studentesca, un altrettanto adeguata offerta formativa e l’infrastruttura necessaria. È una responsabilità grande quella che ci prendiamo”. In tutto questo si attendono le decisioni dell’università La Sapienza che ancora non ha definito il proprio ruolo all’interno del
consorzio, anche se nel corso dell’ultimo Cda ha espresso chiaramente la volontà di non rescindere il rapporto con la realtà locale. L’idea è quella che si possa pensare ad un corso di ingegneria energetica e della logistica, proprio per rispondere alle vocazioni del territorio. Da ottobre, comunque, a piazza Verdi partiranno i due corsi di laurea della Tuscia. “A breve, attraverso un sito internet e con l’apertura di un apposito sportello – ha aggiunto il professor Giuseppe Nascetti – saremo in grado di fornire tutte le informazioni necessarie”. Ovviamente saranno fondamentali anche incontri di orientamento nelle scuole superiori del territorio: basti pensare che, da Montalto di castro a Ladispoli, sono circa 11 mila gli studenti delle superiori.

