Lettere
31 Luglio 2012
Provincia o Città metropolitana. Caro Tidei, attento a non sbagliare di nuovo

Civitavecchia è di fronte a un bivio: aderire alla “città metropolitana” di Roma oppure distinguersi da essa e costruire con Viterbo e tutto il Lazio superiore una realtà territoriale nuova ed inedita? Il fatto che il decreto governativo assegni al sindaco di Roma il ruolo di “Presidente” dell’intera area (non eletto democraticamente come avviene ad esempio per i sindaci) giustifica le perplessità emerse nel corso della “tavola rotonda” promossa mercoledì scorso dal Partito socialista e bene espresse negli interventi, rispettivamente, del Presidente dell’Associazione dei Comuni Anci-Lazio, di quello dell’Unione delle Province e del Vice-Presidente della Provincia di Rieti. Perplessità condivise dagli esponenti politici locali presenti. Unico ad esprimere certezze invincibili sulle grandi opportunità che si dispiegano per la nostra città dall’adesione all’area metropolitana di Roma è stato il sindaco Tidei (peraltro presente solo nei minuti finali del dibattito). La cosa, lo dico da cittadino, mi stupisce e mi addolora.
Resto convinto che si debba almeno aprire un confronto sulla questione, assegnando tutto il tempo necessario (“la gatta frettolosa” con quel che segue…) e fornendo ai cittadini le conoscenze necessarie e le valutazioni possibili, infine riconoscendo loro il diritto di decidere su una questione che riguarderà la vita istituzionale dei prossimi decenni. Condivido la lodevole proposta avanzata dal Partito socialista di prevedere un referendum sulla materia.
Personalmente credo si debba ribadire l’impegno assunto già in passato da alcuni partiti e movimenti locali e sottoscritto dai sindacati confederali in quel documento che andò sotto il titolo: OBBIETTIVO AUTONOMIA. Si illustravano già gli inconvenienti che per la nostra comunità cittadina potevano derivare dal diventare una sorta di “municipio” romano: le scelte sarebbero assunte in sede romana, dove la ragione dei numeri assegnerebbe alla rappresentanza civitavecchiese una forza irrisoria.
Voglio fare riferimento a due questioni esemplari. La prima attiene all’accettazione della riconversione a carbone di TV-nord. Ricordo bene che il Sindaco De Sio e l’intero Consiglio comunale furono fatti oggetto di pressioni fortissime da parte delle istituzioni nazionale e regionale e dei potentati economici. Era il segno che l’adesione del nostro Comune era considerata condizione necessaria per il progetto. Purtroppo quell’adesione ci fu. In una realtà come quella dell’Area metropolitana le ragioni dell’interesse “superiore e preminente” del Paese e della Regione avrebbero by-passato il Comune, le aspre lotte cittadine avrebbero fatto poco più che il solletico agli interessi maturati altrove.
La seconda questione è attualissima. Nessuno che abbia un po’ di esperienza delle cose si illude, credo, che la minaccia di una mega-discarica ad Allumiere-Civitavecchia sia davvero allontanata. Si annunciano ben altri disegni, proprio in direzione di quella che tutti dicono di ritenere soluzione mostruosa ed ingiusta. Questo territorio presenta tutti i caratteri del luogo ideale per una sorta di Malagrotta-2: molti politici anche locali lo sanno e i potentati ci contano assai. Domando: chi e come deciderà la cosa quando – come auspica il nostro Sindaco – Civitavecchia sarà nell’area metropolitana?
No, caro Sindaco: i sogni che hai illustrato l’altra sera sono destinati a svanire, rimpiazzati da altri schiaffi stavolta ancor più inevitabili. Se una volta sbagliasti (e te lo dico anche da cittadino tuo convinto elettore, un tempo dirigente di un movimento, prima, di un partito, poi che ti sostennero, seppure con qualche esitazione), se ti sbagliasti a consentire per primo ad Enel di compiere il misfatto oggi sotto gli occhi di tutti; ebbene, non potrebbe essere che pure stavolta sbagli tu?
Bando alle certezze, Sindaco: e ragioniamo tutti insieme con la necessaria umiltà!

Mario Dei Giudici