Lettere
15 Settembre 2012
Chiesetta al Porto, basta menzogne

LA LETTERA – Per scongiurare la sua chiusura sono 3.800 i firmatari. Due poi sono le versioni: quella della Curia Vescovile e quella del proprietario del locale/chiesa, il presidente della Poliservizi Srl. Secondo la Curia Vescovile la società le avrebbe indirizzato due lettere in cui formalizzava la richiesta di entrare in possesso del locale numero 11 e la conseguente restituzione del locale numero 15 e che la Curia avrebbe chiesto al proprietario di mantenere il possesso fino al 31 ottobre 2012, dopo due anni di trattative per trovare un accordo senza trovare una soluzione, in quanto la nomina del sacerdote responsabile della pastorale del porto reca quella data. Secondo il proprietario del locale/chiesa, il presidente della Poliservizi che il sottoscritto, pressato da diversi fedeli che avevano appreso da un comunicato della Curia pubblicato sull’Avvenire, che la chiesetta del porto sarebbe stata restituita al proprietario entro il 31 ottobre 2012, ha contattato a fine luglio per sensibilizzarlo a qualche soluzione alternativa e la versione è la seguente: il presidente della Poliservizi mi ha ricevuto nel cortile del cantiere ‘‘Ulisse’’ ubicato nel porto e alla presenza di tre suoi conoscenti, fra cui un ex ufficiale della Capitaneria di porto che avevo avuto modo di conoscere e mi ha detto che il locale/chiesa l’avevo dato approssimandosi le festività natalizie del 2009 al compianto Don Carlo Chenis, su sua richiesta in comodato d’uso gratuito per tre anni fino al 31 ottobre 2012. Approssimandosi la scadenza ha contattato la Curia per pattuire un canone di affitto, una vendita o uno scambio di locali, ma ha appreso suo malgrado che la Curia non era più interessata al mantenimento del locale e che le chiavi gli sarebbero state restituite entro il 31 ottobre 2012. Il proprietario mi ha anche detto che, da imprenditore, non aveva alcuna intenzione di far chiudere la chiesa, considerata la partecipazione di tanti fedeli alle Messe, ai matrimoni, ai battesimi, agli anniversari e a qualche funerale e dei diversi crocieristi in visita alla chiesa accompagnati dalle guide e che aveva deciso di fare ristrutturare altri locali di sua proprietà, a conoscenza delle diverse iniziative prossime all’interno del porto, fra le quali: un parco oceanario e un porto storico turistico. Considerate le due versioni discordanti, perché la Curia non rende noto il contenuto delle due richieste che la Poliservizi le ha formalizzato?

Emanuele Carone