«Il carisma di don Picu dà fastidio a qualcuno»
Lettere
8 Ottobre 2012
«Il carisma di don Picu dà fastidio a qualcuno»

Sulla chiusura della chiesa del Porto torna ad intervenire Emanuele Vittorio Carone: Difronte ai diversi articoli pubblicati, riguardanti la Chiesa del porto, credo che a nessuno sia sfuggita la grande contraddizione nelle affermazioni: – la Curia, con quel comunicato scarno del 20 maggio 2012, pubblicato sull’Avvenire, asseriva che il locale sarebbe stato restituito al proprietario entro il 31 ottobre 2012, essendogli pervenute 2 richieste, il contenuto delle quali però non è stato mai reso noto; – “il proprietario del locale/Chiesa”, come riportato sull’Opinione del 27 settembre u.s., “si dice dispiaciuto se la Cappella dovesse chiudere, consapevole che sia i cittadini che le istituzioni locali stanno facendo il massimo per conservare l’integrità della Chiesa”, confermando quanto scritto dallo scrivente nella lettera pubblicata il 16 settembre u.s. sulla Provincia ed il 15 settembre u.s. sul giornale telematico Civonline; il sottoscritto aggiunge che il proprietario del locale/Chiesa congedandosi, dopo l’incontro avuto con lui, gli disse anche: “perché non lo prendete voi in affitto?”; – La Curia, sull’Opinione del 27 Settembre u.s., ribadisce la sua posizione: “quella di Santa Maria degli Angeli non è mai stata una Chiesa e non ha nessun valore storico. Inoltre alle celebrazioni partecipano in media 10, massimo 15 persone. Con questo confermiamo la chiusura per ragioni pastorali”. Si dica allora: perché davanti a quella, che non è stata mai una Chiesa (anche se sicuramente consacrata) il 20 marzo 2010 è stato celebrato il rito funebre per il compianto don Carlo Chenis? Come mai, in tre anni, sono stati celebrati diversi battesimi e matrimoni, sicuramente autorizzati? Innanzitutto è dimostrato che non è stata data nessuna considerazione al “Decreto d’istruzione del Centro Pastorale” del 31 Ottobre 2009, distribuito per la “Celebrazione Eucaristica” in occasione dell’inaugurazione del Centro Pastorale per il porto” con l’insediamento del Vicario Episcopale Mons. Giorgio Picu, presieduta dal compianto Mons. Carlo Chenis, Vescovo di Civitavecchia e Tarquinia. Nella presentazione del “Decreto d’istruzione del Centro Pastorale”, a cura di don Carlo Chenis, è scritto anche che il Centro Pastorale: – deve diventare “la Parrocchia di chi non ha Parrocchia” e la “Gente di mare” si accontenta di poco e necessita di molto; dovrà diventare luogo d’incontro, di servizio, di preghiera; – dovrà stimolare “la pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni”; dovrà praticare la promozione umana e la evangelizzazione cristiana; – sarà anche luogo per le Celebrazioni religiose: Messe, Battesimi, Prime Comunioni, Cresime, Matrimoni e quanto offre la pietà cristiana. Asserire anche  “che viene confermata la chiusura per ragioni pastorali anche perché alle celebrazioni partecipano in media 10, massimo 15 persone”, è la dimostrazione che nessuno della Curia ha dato mai una sbirciatina dentro la Chiesa durante le Celebrazioni delle Messe domenicali, dei Matrimoni, dei Battesimi degli Anniversari e dei Funerali, perché si sarebbe accorto che non sono più sufficienti i posti a sedere, che sono novanta; “che la Chiesa stava rischiando di trasformarsi in un Centro Pastorale autonomo”, denigra la stessa Curia, in quanto è risaputo che la gerarchia della Chiesa non transige, anzi è più inflessibile di quella militare; che è discutibile la raccolta firme; infatti secondo il Segretario della Curia “si tratta per di più di persone che non frequentano la Chiesa e quindi non attendibili” (Opinione del 25 Settembre u.s.). La sua affermazione non è attendibile, non il sondaggio di opinioni di 3.800 firmatari che sarebbero potuti essere anche più di 7000/8000 se la raccolta firme fosse stata fatta nel mese di ottobre anziché, per l’urgenza, nel mese di agosto: gente in ferie o al mare, tanti negozi chiusi, caldo soffocante e città semi deserta. I firmatari, anche se non tutti hanno frequentato la Chiesa, hanno espresso il loro disappunto dopo aver appreso che la Chiesetta sarebbe stata chiusa. Diversi firmatari, dicendosi perplessi ed esprimendo il loro parere, hanno detto: “ma sarà il gran carisma di don Giorgio Picu che avvicina alla fede, a dare fastidio a qualcuno?”.
Il sottoscritto, dal giornale telematico Civonline del 26 settembre u.s., ha appreso che il Vescovo è andato a Lourdes e confida che, da solo, e per intercessione della Madonna, possa cambiare la decisione sulla chiusura della Chiesa, considerato che nulla è valsa la raccolta di 3.800 firme, la disponibilità a qualsiasi soluzione alternativa del proprietario e la lettera inviata dal Sindaco Tidei al Presule.