CIVITAVECCHIA – “Caro Direttore, trovo improprio richiamare la lezione di Tomasi di Lampedusa facendo intendere che “per lasciare tutto immutato era necessario che tutto cambiasse”. La prima cosa che è cambiata è che finalmente a Palazzo del Pincio è tornata la verità. E di questo si sarà accorto anche lei. La verità dei numeri anzitutto. La decisione che mi è pesata più di tutti in questi mesi è stata aumentare l’IMU. Non le sarà sfuggito nemmeno che questa Amministrazione ha ridotto al minimo le spese degli incarichi fiduciari (gli art. 90 per intenderci). Conosco la disperazione di chi è senza lavoro e senza casa: ogni giorno bussa alla mia porta. Questo per rispondere in breve a chi non vede – o fa finta di non vedere – i segni del cambiamento che avanza. Perché se ci voltiamo indietro il cambiamento si vede, eccome. Ma preferisco guardare al futuro, paragonando quello che oggi stiamo costruendo insieme rispetto a quello che avrebbe atteso questa città che il voto popolare è riuscita a sottrarre ad un manipolo di privilegiati e ai loro valzer (quelli si degni del suo Gattopardo). Oggi i valzer sono finiti e quella musica è stata spenta. Quindi lascio a lei la lezione ormai polverosa di Tomasi di Lampedusa. Faccio mia invece quella di Berlinguer: “Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi”.
Lettere
10 Novembre 2012
Tidei: "Berlinguer meglio di Tomasi di Lampedusa"

