Politica
15 Aprile 2013
Capolinea

di MASSIMILIANO GRASSO

 

Un anno dopo il trionfo elettorale, il sindaco Moscherini prende atto dei suoi errori, azzerando la giunta, rimescolando le deleghe assessorili e cercando di ripartire in una situazione in cui, comunque, questa maggioranza pare ormai condannata a vivere alla giornata, tra mal di pancia, ricattucci e muro contro muro. Nei prossimi giorni nascerà la Moscherini-bis, ma il progetto politico della grande coalizione – sarà il tempo eventualmente a smentirci – è fallito per una serie di fattori che potranno essere sviscerati in una analisi più approfondita. Non saranno né i soldi dell’Enel, né i nuovi assessori a salvare politicamente i destini di una coalizione già in pezzi. Il repulisti, se repulisti sarà, potrà servire solo se a cambiare radicalmente impostazione sarà il sindaco in primis. Un anno fa scrivemmo ‘‘un uomo solo al comando’’, per come apparve concepita la squadra di governo. Oggi, il ‘‘capo’’ non può credere di risolvere i problemi semplicemente cambiando il contorno. Lo dimostra anche l’organizzazione della macchina comunale, che andava cambiata prima degli assessori. De Sio arrivò all’azzeramento quattro anni dopo le elezioni. Fu mandato a casa in poche settimane. Saladini dopo 6 mesi arrivò solo a parlare di cambiare i vogatori. E’ finita come sappiamo. Ora si va avanti, anche per la assoluta mancanza di un progetto alternativo. Ma i danni che l’inesistenza di una classe dirigente – di destra e di sinistra – sta producendo alla città potranno essere valutati solo fra qualche tempo.