Lettere
15 Aprile 2013
La città dell'approssimazione

di ALESSIO GISMONDI*

 

Gentile direttore,
Mi trovo qui a scrivere in questo rovente scorcio d’estate, per condividere le Sue considerazioni in riferimento alle occasioni perse dalla nostra città.
Lei fa un riferimento molto fantasioso ad un sistema locale che nella realtà esiste solo sulla carta.
Purtroppo nella nostra città, tutto è molto approssimativo, Tutto!
Dal mondo imprenditoriale, all’associazionismo, alla politica.
La mia sia chiaro è soprattutto una ferma autocritica, anche se ognuno deve prendere le proprie responsabilità. Civitavecchia ha ceduto molto in questi ultimi anni per la modernizzazione di grandi opere, come il porto e le centrali, ne sarebbe dovuta seguire una crescita nei vari tessuti, soprattutto in quello imprenditoriale, visto che le opere, che Lei elencava, hanno portato un’ingente quantità di finanziamenti nel nostro territorio.
Certamente gran colpa della mancanza della crescita dell’imprenditoria è da imputarsi agli imprenditori stessi. Ma non solo a loro.
Se fossimo stati in grado di presentarsi come fronte compatto, alleati alla politica, di sicuro, le committenze avrebbero avuto una considerazione diversa dell’imprenditoria locale.
In effetti l’imprenditoria avrebbe dovuto ragionare in maniera più ambiziosa, cercando di fare sistema, quel sistema che citavo in precedenza, mentre allo stato dei fatti siamo stati vittime di una filosofia fratricida, che comunque ci ha permesso di sopravivere ma, come Lei diceva, non di crescere.
Prendiamo in esame la conversione di Torre Nord, cosa rimarrà alla città alla fine dei lavori? Di sicuro molto inquinamento che genererà malattie come autorevoli esperti hanno già sentenziato, e la crescita? Dimenticavo qualche concerto alla marina negli anni precedenti …. ma è storia vecchia: al popolo pane e circo.
Difficilmente direttore riceverà scritti dove i politici faranno autocritica, loro non sbagliano mai, ma se la memoria non mi ha abbandonato, è da molto che ci sono tavoli di confronto tra imprese e amministratori, solo che non si riuniscono o sono inconcludenti.
Durante il campionato europeo di calcio è stato molto criticato l’allenatore in quanto non è riuscito a fare squadra, mi sembra che neanche qui ci sia la squadra, ma nessuno parla, nessuno neanche i politici d’opposizione.
Fino ad un anno fa c’era un commissario prefettizio che aveva il compito di far svolgere l’ordinaria attività amministrativa, ma ora c’è un sindaco, un sindaco che in campagna elettorale si era dichiarato in favore della Civitavecchiesità e come il sindaco del fare.
Le cose che ha fatto sono state quelle di scegliere manager che non sono della nostra città. Questo deve essere imbarazzante anche per Lui, visto che conoscendolo, posso assicurare è una persona dinamica. Purtroppo credo sia difficile tenere insieme una compagine, che dovrebbe, ma non è, essere squadra.
Tanto difficile da non permettere di dare fede al mandato e di fare le cose, pensi Direttore che dovevamo già avere una multisala.
Poi c’è il capitolo Porto, lì,gli amministratori non li decide il popolo, li decide la politica, da un anno l’attuale presidente incontra le varie figure cittadine, in attesa di una partenza in verità un po’ lenta, ma almeno al porto siamo stati ricevuti e c’è stato assicurato un coinvolgimento attivo, staremo a vedere.
Questa è la situazione. Credo comunque che se tutti avessimo un po’ d’umiltà saremmo ancora in tempo per migliorare, noi con la nostra associazione siamo disposti a metter in campo la nostra piccola esperienza. Possiamo partire da qui.
 
* Presidente CNA
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