CIVITAVECCHIA –
Probabilmente La Destra è troppo occupata a recarsi da una riunione all’altra e si sa che nella foga di apparire un po’ ovunque, a volte, può sfuggire qualche cosa.
Non me ne vogliano comunque gli esponenti della Destra se affermo che questa “ectoplasmatica opposizione” e il Partito Democratico pongono il problema dell’emergenza abitativa fin dall’insediamento di questa Amministrazione. La nostra posizione sull’emergenza abitativa è chiara da molto tempo e l’abbiamo espressa in Consiglio Comunale e sulla stampa già in diverse occasioni.
Abbiamo stigmatizzato più volte l’atteggiamento del Sindaco che si è esibito in una serie di azioni spettacolari e non ha esitato a sfondare le porte degli alloggi dell’ATER con il solo risultato di scatenare una guerra tra poveri. Abbiamo esortato il sindaco a mantenere aperto il tavolo di concertazione con la Regione e L’Ater, a creare una sinergia con l’Ater e presentarsi in Regione con un progetto serio, fondato, senza esporsi alle facili critiche dell’improvvisazione e del pressappochismo. In più di un anno il Sindaco non ha fatto nulla di ciò che avrebbe potuto fare ma soprattutto non è stato capace di individuare le aree da cedere all’Ater per la costruzione di quei 300 alloggi per i quali l’Istituto ha i fondi (24 milioni di euro). Quegli alloggi probabilmente oggi verranno costruiti su un terreno acquistato dall’Arsial dopo una Delibera della Giunta Regionale. Con 300 nuovi alloggi l’emergenza abitativa sarebbe risolta o quantomeno ridotta eppure questa Amministrazione preferisce sfondare le porte. Il Sindaco poteva individuare le aree per costruire nuovi alloggi, poteva farsi portatore di nuove proposte volte alla costruzione di una progettualità condivisa e concordata. Ma soprattutto il Sindaco poteva prestare più attenzione ad alcune proposte innovative venute proprio da questa opposizione per contribuire a risolvere il problema casa quali la possibilità di realizzare anche a Civitavecchia case in autocostruzione, un processo di costruzione di alloggi nel quale i futuri proprietari realizzano materialmente le proprie abitazioni, all’interno di un gruppo organizzato prestando la propria opera manuale in cantiere per un numero prestabilito di ore e consentendo, grazie alla prestazione della propria opera, un forte contenimento dei costi di costruzione.
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