La stampa locale ha fatto luce su uno dei problemi che da anni affliggono la città. Gli affaristi sono scesi in campo apertamente, rivendicando il frutto del loro intenso e recondito lavoro: modifica del piano regolatore per la zona Ficoncella. Il consigliere di maggioranza Sandro Scotti, per la verità, pochi giorni fa è uscito dall’aula Pucci al momento della votazione. Onore al merito. Da almeno cinque anni sia lui che altri hanno sudato le proverbiali sette camicie per arrivare alla soluzione ora nota, che, però, si era incancrenita con un rudere d’albergo gravato di fallimento e l’acqua termale di tre nuovi pozzi che si perdeva nella vicina campagna, mentre da più di sette anni i frequentatori dei vicini bagni termali della Ficoncella, non sapevano a che santo votarsi per indurre l’Amministrazione a prendersi cura degli stessi, che da sempre rappresentano un toccasana per i malati.
Ora è chiaro perché tanto silenzio intorno agli antichi bagni: stava per prendere corpo un’iniziativa che ha il fine di dare lavoro a 1000 persone (? come indicato da un quotidiano): poco importa se la Ficoncella rischi di sparire; se millenni di storia possano essere cancellati purché sia salvato il lavoro ( tabù moderno), se la società di quel consigliere si arricchisca e purchè sia evitato all’Amministrazione di restituire svariati miliardi alla CEE, anticipati per un progetto mal realizzato ed soprattutto a danno d’acque termali antichissime. La salute dei cittadini civitavecchiesi può attendere.
Il Comitato per la Ficoncella è imbufalito per il silenzio dell’Uomo del Fare, che, ora si comprende, stava conducendo a buon fine l’operazione ed ha trattato il Comitato stesso come un suddito, lasciandolo all’oscuro di tutto , così non impedendogli di sperare per il meglio.
Paventando il classico “brutto scherzo “, il Comitato, tuttavia, ha messo in moto alcune modeste iniziative ( TV e giornali ) per richiamare, in ogni modo l’attenzione sulla necessità di attrezzare meglio quell’antico sito termale, al fine di ospitare degnamente anche i frequentatori non locali, che ogni anno aumentano.
La preoccupazione del Comitato è che l’operazione che sta venendo ora alla luce e che era nell’aria, rischia d’interrompere il flusso idrico della Ficoncella, com’è già accaduto nel 2001, quando sono state utilizzate insieme le tre pompe immerse nei nuovi pozzi. Si è dovuto attendere quasi due anni prima che fosse portata l’acqua alla Ficoncella con una tubazione provvisoria e poi venisse scavato un pozzo nella caverna da cui è sempre nata l’acqua di tali bagni. E’ bene ricordare che fin dal sorgere dell’impianto Aquafelix i vari sindaci che si sono succeduti hanno formalmente garantito in pubbliche sedute al Comune, anche alla presenza della stampa, che ha documentato l’impegno, che “ qualsiasi lavoro fosse stato fatto in zona, sarebbe stata mantenuta la stessa quantità e quantità d’acqua alla Ficoncella.”. Questa, inoltre, negli archivi della città dovrebbe risultare donata alla città stessa da un’antica famiglia dell’epoca. L’Uomo del Fare , che ha detto di essere andato vicino Londra per vedere una ficoncella inglese, avrà voglia di onorare tali impegni? Intanto si deve registrare che non ha avuto alcun esito l’ intervento di un anno fa del locale Rotary Club, sensibile statutariamente alle esigenze dei concittadini come dei popoli di tutto il mondo, che ha donato al sindaco Moscherini un piccolo progetto di sistemazione della funzionalità e recupero del bene Ficoncella, aderendo ad sua precisa richiesta fatta appena eletto, pur avendolo informato che la realizzazione sarebbe stata pressoché a costo zero per l’Amministrazione. Facciamo appello a tutti i geologi, agli studiosi dell’acqua specie della Ficoncella, agli amanti della storia della nostra città, alle benemerite Associazioni Archelogiche locali, alle Sovrintendenze create per salvaguardare i beni antichi, alle associazioni in difesa dei consumatori esistenti nel territorio, oltre che ai politici a cui stia veramente a cuore Civitavecchia, affinché ciascuno per la parte di competenza contribuisca a sensibilizzare i responsabili ad evitare lo scempio che si teme stia per verificarsi, inducendoli almeno a studiare e verificare le conseguenze della messa in moto delle pompe di cui s’è detto, per quanto riguarda il flusso, nonché la quantità e la qualità delle acque della Ficoncella.
IL COMITATO PER LA FICONCELLA
Lupo- Ercoli-Spadoni- M Ranalli-Faraanda –Cosuimi-Adamo

