Scuola e Università
15 Aprile 2013
«L’università deve farsi conoscere»

di ROMINA MOSCONI

 

CIVITAVECCHIA – «L’Università resta e garantiamo che tutti i corsi iniziati a Civitavecchia si porteranno a termine nella nostra città». Questo, in sostanza, ciò che è emerso nella conferenza stampa tenutasi ieri presso la Fondazione Cariciv, dove il presidente del Consorzio Universitario, il Rettore dell’Università della Tuscia Marco Mancini, il presidente della Fondazione Cariciv Vincenzo Cacciaglia, il sindaco Gianni Moscherini, il vice presidnete dell’organo d’indirizzo della Fondazione, Ernesto Chiacchierini, in rappresentanza della Sapienza, e l’assessore Attilio Bassetti hanno reso noto che è stata confermata, anche presso l’ateneo capitolino, la volontà di proseguire con tutti i corsi finora attivati a Civitavecchia. Il rettore Mancini ha ribadito che «in questi 9 anni di Consorzio ci sono stati molti problemi e finalmente possiamo dire che molti sono stati superati e può iniziare una fase nuova, in cui andrà data all’università quella visibilità di cui ha bisogno in città e nel comprensorio, anche con iniziative pubbliche come convegni e seminari. L’università, inoltre, funzione quando la didattica è affiancata dalla ricerca e dalle strutture amministrative. E’ proprio quello che cercheremo di fare». Mancini ha poi annunciato che in base alle nuove normative, i costi di gestione dell’Università aumenteranno del 30% a causa dell’obbligo di aumentare il numero di docenti, «Per questo – ha continuato Mancini – è necessario entro settembre arrivare all’approvazione del nuovo Statuto per favorire l’ingresso di nuovi enti e realtà importanti del territorio». Positivo anche il sindaco Moscherini: «Ringrazio il presidente Mancini, il presidente Cacciaglia e la Fondazione Cariciv per lo sforzo impiegato. Dopo 3 giorni d’insediamento al comune ci siamo trovati a fronteggiare questa problematica e ora, dopo un anno terribile, stiamo trvando il bandolo della matassa. Il principale intervento ora deve riguardare la logistica. Avere una sede unica, facilmente raggiungibile è uno degli obiettivi primari: per questo stiamo valutando se ricostruire quella del Villaggio del Fanciullo o perseguire un accordo con la Guardia di Finanza, che potrebbe utilizzare la caserma Piave, lasciando la loro sede attuale all’Università».
Il professor Chiacchierini invece ha posto l’accento sulla necessità di mantenere in città i corsi attuali, per poi focalizzarsi su corsi rispondenti alle realtà del territorio. Scienze Erboristiche è già diventato Scienze farmaceutiche applicate.
Il presidente Cacciaglia, uno dei primi in città a puntare sull’Università, attraverso l’impegno della Fondazione, ha posto l’accento sulla necessità che il Consorzio si faccia conoscere in città e sul territorio: «La nostra Università va promossa e fatta conoscere, a Civitavecchia, dove molti ne ignorano l’esistenza, e nel comprensorio. E’ necessario far vedere che ci siamo».
Intanto, Mancini ha fatto chiarezza anche su Ingegneria dei Trasporti: se anche il termine fissato per le iscrizioni non fosse sufficiente, l’Università potrebbe allungare la scadenza, per favorire ulteriori iscrizioni.