Lettere
15 Aprile 2013
Lettera di un pendolare

CIVITAVECCHIA – Nei giorni scorsi, molto opportunamente, il Comitato dei Pendolari ha fatto sentire la sua voce in relazione ad una serie di questioni che rendono il viaggiare quotidiano senza dubbio più pesante.
Il comitato si era riferito in particolare ai lavori per il sottopassaggio ed alla condizione igienico-sanitaria in cui versano i treni. I toni erano preoccupati,fermi ma assolutamente aperti al dialogo ad al confronto per la ricerca delle migliori soluzioni.
Non ho la percezione che il confronto auspicato si sia aperto e comunque non vedo alcun miglioramento nel servizio.
Le autorità competenti siano esse aziendali o istituzionali sembrerebbe non abbiano tempo e modo per occuparsi di qualche migliaio di persone e , in ultima analisi, di fare il proprio lavoro ed assumersi le proprie responsabilità.
Di cosa si sta parlando ? Questioni di complessa soluzione ? Di particolari rivoluzioni nella modalità del trasporto pubblico ?
No ! Nulla di tutto questo. Si chiede semplicemente di adottare soluzioni che permettano alle persone ,che non si spostano per il proprio piacere ,di viaggiare in condizioni minime di decoro e
di civiltà.
I treni per Roma partono dalla nostra città già affollati .Per non parlare dei poveri pendolari ( ai quali va tutta la mia sincera solidarietà) che salgono a Marina di Cervetreri o a Ladispoli e che sono costretti,sempre e senza eccezione, a viaggiare in piedi.
Di rilievo è che molti di coloro che usufruiscono del servizio sono croceristi.
La mattina in colonna, numerosi e variopinti , si sottopongono a lunghe attese per acquistare il proprio biglietto e quindi si riversano sui treni in partenza e, di norma,proprio su quelli a più alta frequentazione di lavoratori e studenti pendolari.
A questo proposito due considerazioni di puro buon senso:
1) perché il servizio di vendita dei biglietti per Roma non viene effettuato in ambito portuale o addirittura , in convenzione con gli armatori, sulle navi stesse?
2) Perché non vengono sensibilizzati ed orientati i croceristi a utilizzare treni in orari diversi da quelli notoriamente utilizzati dai pendolari?
Per quanto poi riguarda le condizioni di igiene ove vi fosse un controllo degli uffici deputati alla salvaguardia della salute pubblica il servizio di trasporto dovrebbe essere sospeso.
Le condizioni sono di assoluta indecenza. Non sembrano esservi neppure apparenti ragioni economiche dal momento che si tratta di una linea ad alta frequentazione e dunque si desume ad alta redditività. Ciò che mi preoccupa è l’assenza di risposte e la scarsa sensibilità .
Si attende forse che si realizzino gesti eclatanti dettati dalla esasperazione?
In questo caso spero, ma non ne sono sicuro, che vi sia qualcuno che si assuma le proprie responsabilità. L’Amministrazione Comunale di Civitavecchia è ovviamente giustificata per la sua totale assenza . Infatti i lavoratori pendolari non sono al crocevia di interessi economici forti e dunque si tratterebbe solo di fastidiose incombenze per migliorare la qualità della vita delle persone. Bisognerebbe interpretare la politica come servizio e non mi pare che sia esattamente questo lo spirito di molti tra i nostri amministratori. E, comunque, è sufficiente un distratto sguardo alle condizioni in cui versa la nostra città per capire che i pendolari non sono e non possono essere,per numerose ragioni, nella agenda delle priorità.
Sono naturalmente a disposizione del Comitato dei Pendolari per qualsiasi iniziativa si riterrà di assumere a tutela della nostra dignità e salute.

Piero Alessi