Lettere
15 Aprile 2013
Mafia in citt&agrave;, il Pd scrive al direttore del Sole 24 Ore <br />

Egregio direttore,
sul numero del Il Sole 24 ore di mercoledì 16 è tornato d’attualità l’argomento mafia nel Lazio. Al centro dell’articolo Civitavecchia snodo logistico sempre più importante, interessata non solo al più grande cantiere d’Europa, quello per la riconversione a carbone delle centrali elettriche, ma anche alle grandi opere del porto di Roma e alle infrastrutture pianificate per sostenerne lo sviluppo. L’articolo contiene chiare allusioni alla classe politica che è immediato far risalire all’attuale sindaco con un passato da presidente e commissario dell’Autorità portuale, quella classe politica descritta propensa a voltarsi dall’altra parte per connivenza o paura. Ma la “macchia” si estende a tutta la città che resta sgomenta. Non è un’onta facilmente sopportabile. E’ Lei che intendiamo coinvolgere nell’allarme sociale che è scattato in seguito alla notizia riportata: se esiste una reale inchiesta giudiziaria è legittimo che venga alla luce e che si conoscano i nomi coinvolti affinché non prevalga la cultura del sospetto e dilaghi la piaga della calunnia, facile ad attecchire in una piccola provincia. Se anche si tratti di soli sospetti su questa o quella circostanza sarebbe corretto che venissero comunicati alla Magistratura competente provocando un’inchiesta chiarificatrice. Ne va dell’immagine di una città e del suo territorio alla ricerca della valorizzazione di una vocazione turistica che esce irrimediabilmente danneggiata da questi sospetti. Civitavecchia .- e noi ne siamo convinti – può anche non aver capito, può non aver saputo distinguere tra una politica degli onesti e una politica opportunista, ma ha sicuramente le risorse per ribellarsi a qualsiasi infiltrazione mafiosa, forte di un corpo sociale sano, fatto di lavoratori e gente perbene che oggi vede il nome della sua amata città abbinato alla più infamante delle accuse.

Alessio Gatti – Clemente Longarini