Caro cittadino di Tarquinia Marco De Angelis,
Lei ha ragione, è brutto lo spettacolo di cittadini urlanti specialmente durante un’assise istituzionale qual è quella di un Consiglio comunale. In democrazia si dovrebbe ragionare rispettosamente, con reciproco riconoscimento; invece troppo spesso si abbattono tutte le transenne civili e la ragione risulta sconfitta. Non so da quanto tempo Lei ha notizia della impari lotta che i cittadini dell’Alto Lazio conducono contro la centrale a carbone: sono ormai otto anni che si battono, ad iniziare dal 2000 quando Enel presentò ufficialmente il progetto al Comune di Civitavecchia. I semplici cittadini da allora hanno combattuto a mani nude, mentre Enel metteva in campo una potenza di fuoco nei media nazionali, arrivando a comprare intere pagine dei quotidiani e un paio di volte, incredibile ma vero, addirittura l’intera prima pagina de IL TEMPO. Può darsi che Davide si batta contro Golia con armi improprie; e purtroppo la generalità delle volte è Golia ad avere la meglio. Può darsi che il toro in corrida arrivi a sventrare senza tanti complimenti il torero che lo sta lentamente uccidendo. Ma Lei se la sentirebbe di condannare il toro tacciandolo di imperdonabile violenza? I cittadini di Civitavecchia e poi quelli di Tarquinia sono ormai consapevoli degli enormi danni alla salute che la cinquantennale presenza delle centrali ha causato. Quasi non c’è famiglia che non abbia sperimentato il triste calvario di malati terminali, la cui percentuale è qui molto superiore alla norma. Non lo dico io, risulta da un’indagine epidemiologica condotta in questa nostra sub-regione dal prof. Forastiere e dalla sua équipe, un’autorità riconosciuta nel mondo: e infatti quella indagine è finita pubblicata nella britannica The New England journal of medicine. Molte altre sono le denunce documentate che i Medici del Coordinamento contro la centrale e carbone si sforzano di spiegare da anni. Ovviamente, la loro voce è debole e soffocata dalla prevalenza dei cd. “poteri forti” troppo spesso sostenuti dal potere politico. Ed è proprio la consapevolezza della loro debolezza quella che rende talora nervosi i cd. “no coke”: essi sono ben coscienti delle cose che sto tentando di spiegare, sanno che il loro essere minoranza non è dovuto all’inconsistenza delle loro ragioni. Tanto è vero che alcuni di loro sono giunti a sacrificare se stessi in un lungo pericoloso digiuno. L’hanno fatto anche per me, per Lei, per i suoi (se ne ha) e nostri figli. E mentre la loro voce fa fatica a ottenere ascolto, alcuni lavoratori di Enel ormai da tempo presenziano alle riunioni a tutela, dicono, del lavoro: ciò fanno, tuttavia, senza rinunciare alla paga del giorno, una sorta di spedizione “sovvenzionata”. A loro Lei potrebbe rivolgersi con argomenti ben fondati: perché, Lei potrebbe obiettare, 200 – 250 posti di lavoro (ché di questo si tratta, a regime) devono valere di più dell’intera economia della regione, da quella agricola (e si tratta di agricoltura di pregio!) a quella turistica, ecc? E perché si dovrebbe monetizzare la salute, in un discorso del tipo: cari cittadini, noi Enel e Tirreno-power, consapevoli del male che vi facciamo, vi offriamo questo e quest’altro beneficio economico? Eppure, caro signor De Angelis, è quello che sta accadendo. L’assemblea cui Lei ha assistito si è conclusa con un mandato al Sindaco di andare a trattare, meglio, a contrattare con Enel. E il giorno dopo, la stessa cosa è accaduta ad Allumiere. Allora, signor De Angelis, è forse il caso di usare un po’ di indulgenza per i No Coke che Lei crudamente definisce tracotanti. È il caso di cercare e comprendere CHI e COME compie vera violenza. Insomma, per una volta, parteggiare per il Toro molto arrabbiato. Non Le pare?
Mario dei Giudici, cittadino di Civitavecchia

