Scuola e Università
15 Aprile 2013
"Serve autocritica da parte delle istituzioni"

CIVITAVECCHIA – Il Senato Accademico della Sapienza si è riunito l’altro giorno a Roma per discutere della questione delle sedi decentrate e ha deciso: Civitavecchia e Pomezia verranno chiuse. Mentre è stata già avviata la disattivazione del corso di ingegneria della sicurezza, anche gli altri sono ora a rischio. COme quello di Consulenza Aziendale, anche se i alcuni rappresentanti degli studenti rassicurano: «La crisi che sta colpendo il Polo Universitario della nostra città – spiegano Dario Margottini e Patrizia Mangano – è sicuramente presente e ci stiamo battendo per cercare di riportare la situazione alla normalità. Per quanto riguarda il corso di consulenza aziendale per quest’anno sarà attivato regolarmente e sarà garantita la conclusione del persorso nell’attuale sede locale. Le iscrizioni degli anni precedenti, e in particolare il 2007, con un incremento del 24%, hanno dato dimostrazione dell’interesse vivo negli studenti civitavecchiesi». Ma il problema, si sa, non sono gli studenti. Il Senato accademico ha deciso che se entro il 31 gennaio 2009 non ci sarà una chiarificazione di rapporti sul piano finanziario si passerà alla disattivazione. «A questo punto si rende indispensabile un impegno immediato e incisivo di chi, fino ad oggi, è stato a guardare – ha tuonato la responsabile formazione dell’Udc Damiria Delmirani – le forze politiche, soprattutto quelle che da tempo hanno l’onere e l’onore della gestione del Polo Universitario, devono essere in grado di pensare e progettare il futuro di un nuovo Sistema Universitario. Non si può più improvvisare e tamponare le emergenze. Oggi è indispensabile rivoluzionare l’assetto giuridico del Polo per dare ai soggetti locali, che più hanno interesse alla sua sopravvivenza e al suo sviluppo, maggiore capacità contrattuale e decisionale». Lo stesso lo hanno ribadito gli studenti. «Chi di dovere – hanno aggiunto – inizi a fare autocritica sulle responabilità politiche della crisi. Auspichiamo una fattiva collaborazione tra le forze politiche ed economiche locali per non disperdere energie che invece devono essere convogliate verso il raggiungimento di un obiettivo comune e concreto». Il problema rimangono i finanziamenti, scarsi. E da qui si deve ripartire per cercare di rilanciare l’Università.