Lettere
15 Aprile 2013
Rispunta l'hospice, ma non ci dimentichiamo delle terapie

Spett/le Redazione, come un fiume carsico che sfocia, s’interra e poi risbocca, così l’Hospice è riemerso in questi giorni con insolita enfasi alla ribalta mediatica. Fu così nell’ormai lontana tornata elettorale per la Regione, e poi alle Politiche, poi alle Comunali, poi alle ultime Provinciali, sistematicamente “interrandosi” ogni volta nel nulla degli intervalli. A primavera si terranno le “Europee” : è una coincidenza ? Dal mio piccolo di cittadino, ormai “sgamato” da certi vissuti, qualcuno forse ricorderà le volte in cui colsi occasioni per manifestare oggettivo scetticismo su una credibile traduzione dei discorsi in fatti … e di seguiti e fatti, a tutt’oggi, non si può dire che se ne siano ancora visti.

Mi piace ancora sognare, tuttavia, che prima o poi ( ma non so se lo vedrò mai quel “poi” !) quel fiume possa non trovar più “caverne” sul suo corso…anche se nel frattempo il suo letto s’è progressivamente “prosciugato” dalla grande portata iniziale al ruscello della “Casa Cantoniera”.

E mi si permetta, per chiudere, di rammentare a tutti coloro che, con tutti i pur nobili intenti possibili, si vanno spendendo sul solo obiettivo di un Hospice ad ogni costo, che il nefasto percorso dei tumori si snoda per la quasi totalità sul terreno terapeutico ( chemio – radio ed antalgico ) e solo per un’infima percentuale nell’”ultimo miglio” dell’Hospice ! E qui a Civitavecchia del bisogno di un’unità di radioterapia locale, tanto per citarne una, non ho ancora sentito parlare, mentre centinaia di ammalati continuano ad essere quotidianamente assogettati ad un avvilente, asociale, costoso, e sconosciuto ai più, “pendolarismo della sofferenza” verso strutture “forestiere” e distanti !

Gennaro Goglia