Succedono cose terribili e nessuno se ne accorge. Perchè per un tetto sopra la testa di una moglie e di un figlio piccolo, la disperazione diventa illegalità. Ma c’è la legge, si dirà, la legge rimette le cose a posto. Macché … c’è chi della legge se ne frega. E così la disperazione dei poveri diventa la ribalta mediatica del sindaco sceriffo: “Te la do io una casa” E sotto gli occhi di tutti avviene il miracolo: il tentato-suicida piange, lo abbraccia…. Succedono cose terribili e nessuno se ne accorge. Qualche ora dopo un altro disperato Lo va a cercare in Comune. Ha capito: per avere una casa deve toccare la tunica, farsi largo nella folla osannante, dimostrare la sua fede e la sua disperazione “C’è il sindaco…?” Non fanno in tempo a rispondergli che il sangue sgorga dai suoi polsi e bagna i gradini del Municipio perché la lametta fa parte del kit dell’abusivo disperato, come il fucile subacqueo, la lacrima sotto i riflettori e qualsiasi altra arma. Succedono cose terribili e nessuno se ne accorge. Ma c’è la legge, si dirà. La legge rimette le cose a posto. “Le leggi sono sbagliate…..” gracchia il sindaco sceriffo. Soddisfatto si sfrega le mani come dire “Visto… ben fatto eh…”. Lo stesso gesto che fece dopo aver sfondato lui stesso la porta di un appartamento, per far entrare un abusivo. Succedono cose terribili e nessuno se ne accorge Quale acqua avvelenata ha bevuto questa città per sopportare un sindaco che sfonda le porte degli appartamenti, scatena i controlli della finanza per applicare si badi non la legge (secondo cui chi negli anni supera il reddito che lo ha portato all’assegnazione paga l’equo canone ma non finisce per strada, non finisce sfrattato), ma almeno nelle intenzioni, la sua legge, secondo cui chi il reddito lo ha superato se ne deve andare, e basta. E’ la sua legge, è il suo senso della giustizia. Noi cittadini possiamo discuterne, possiamo biasimarlo o applaudirlo, giudicare o meno terroristico questo uso delle forze dell’ordine. Ma il sindaco deve rispettare la Legge, quella con la “L” maiuscola e non criticarla per farsi applaudire dai disperati. Perché le regole, la Legge appunto, tutelano l’altro disperato. Quello che ha capito subito quale era il messaggio: “La casa la da il sindaco”. Questo diceva il volto di Moscherini affacciato al balcone di via Lepanto. E la disperazione si presenta al suo ufficio, l’ufficio del sindaco-sceriffo-assessore-urbanista, un ufficio dove è difficilissimo farsi ricevere anche dopo settimane di anticamera,…e si taglia le vene. Viene il sospetto che Lui preferisca le sortite davanti a fotografi e telecamere, e si sa che si indispone pure se qualche foto lo ritrae con il ciuffo non proprio in ordine. Succedono cose terribili e nessuno se ne accorge. Succede che la Legge è infranta dalla legge stessa. L’ignoranza e la smania della ribalta portano un sindaco a strafare e i disperati a non capire più da che parte è il diritto, compreso il loro diritto. E nessuno se ne accorge.
Fabio Angeloni
Partito Democratico

