CIVITAVECCHIA – Non posso esimermi dal commentare quanto sto leggendo in questi giorni su alcuni quotidiani locali, che evidenziano sempre più una gestione privatistica e oligarchica del partito e dei suoi organismi locali. Messina (segretario dell’Udc locale) si esprime, insieme alla preoccupazione per una eventuale terza crisi comunale, in questi termini. “ per quanto ci riguarda non abbiamo ancora fatto il punto della situazione – fa sapere l’esponente del partito di Casini – l’unica cosa certa è che occorre remare tutti verso la stessa direzione e ritrovare quella collegialità indispensabile per consentire un buon governo della città”. Fin qui, nulla questio se l’opinione ed il suggerimento sono riferiti alla situazione politica esterna al partito. Ma, se si chiede la collegialità, analoga intenzione e suggerimenti dovrebbero essere rivolti alla componente tutta del partito per l’applicazione di corrette e trasparenti dinamiche decisionali interne. Cosa che non avviene affatto se si considera che il partito non si riunisce dal “caldo” incontro del 5 giugno scorso e che il segretario non sente l’esigenza di un confronto serrato ed incisivo almeno con gli elementi più significativi del partito (quelli che nell’ultimo anno si sono più esposti ed hanno contribuito a far perseguire gli attuali risultati e posizioni) in questa rovente tarda primavera politica. Leggo ancora “Non ci si può limitare a fare una valutazione non legata all’operatività dell’amministrazione – spiega il segretario – dopo la definizione dei ruoli, all’Udc rimarrà il vicesindaco e comunque un assessorato, visto che quello agli Affari Istituzionali non esiste più. Vinaccia ha lavorato bene fin dall’inizio – prosegue – sarà quasi certamente lui a continuare il percorso intrapreso, magari con una delega diversa”. Ritengo che non ci si possa permettere, se non a titolo esclusivamente personale, di “ratificare” una nomina senza aver prima fatto passaggi (verifiche, valutazioni, approvazioni, indicazioni) importanti, dovuti, all’interno del Comitato Comunale con decisioni che, in ultimo, competono agli organi centrali. Per evitare scollamenti e fughe in avanti, è necessario che tutti, all’interno ed all’esterno dell’Amministrazione comunale, esprimano una politica necessariamente coerente con le direttive generali condivise collegialmente all’interno degli organi del partito. Su un altro quotidiano locale, infine, leggo che si è incontrato “lo stato maggiore” del partito che, invece era costituito da Messina, Vinaccia, Bergodi a cui è seguito l’ingresso di Di Gennaro. Alla luce di quanto sopra, mi chiedo se il Segretario si ricorda che Damiria Delmirani si è candidata di recente al Consiglio Provinciale e senza una grande organizzazione e supporto è riuscita a non far scomparire l’Udc locale ed a superare in termini percentuali il dato di Camera e Senato, cosa non avvenuta per i due giganti di destra e sinistra.
Damiria Delmirani
Prima dei non eletti dell’Udc

