La vicenda della costruzione di un edificio abusivo in Via Pinelli a Civitavecchia e gli interventi politico-amministrativi che intorno ad essa si sono succedute pongono seri interrogativi e lasciano spazio a forti perplessità. Tocca esprimere un serio, sincero atto di solidarietà a quelle famiglie che hanno destinato i propri risparmi e le loro risorse all’acquisto delle abitazioni realizzate nello stabile. Per tutto il resto, dal presunto abuso della costruzione su terreni aventi destinazione a verde pubblico sino all’acquisizione di finanziamenti regionali da parte della cooperativa sarà la magistratura a stabilire la verità.
Non si può però puntare il dito, come ha fatto il sindaco Moscherini, contro chi questa situazione ha denunciato per primo. Anzi, l’atto della denuncia pubblica va apprezzato e considerato come atto di coraggio e dimostrazione di un alto livello di coscienza e responsabilità civile,molto diversa dalla denuncia anonima sinonimo di cattiveria e vigliaccheria .Vale, in questo senso, anche la considerazione che la denuncia pubblica contribuisce a scardinare i silenzi e le omertà che, in un contesto sociale delimitato come quello di Civitavecchia, calano su vicende che lasciano intravedere responsabilità pubbliche, politiche, istituzionali e personali. Colpisce, in particolare, come fatto estremamente grave, l’atteggiamento del sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini, e di qualche esponente della maggioranza, che hanno voluto dispensare assicurazioni ai soci della cooperativa con evidenti disegni di carattere demagogico, elettorale e di bassa cultura politica. Atteggiamenti di estrema leggerezza e di assoluta superficialità. Atteggiamenti che arrecano danno all’immagine della pubblica amministrazione, alle certezze sul terreno dei diritti e dei doveri che devono scaturire dagli atti amministrativi, della sicurezza e della fiducia che deve trasmettere ai cittadini. C’è stata un’occasione pubblica dove si è voluto persino stabilire un parallelo con le difficoltà e l’impossibilità di demolire i fabbricati abusivi della mafia per rassicurare gli acquirenti soci della cooperativa: “Non si demoliscono i palazzi della mafia figuratevi il vostro”. Dichiarazioni che, fatte da pubblici amministratori, producono effetti diseducativi sui giovani in particolare e sull’intera comunità e lasciano intendere che è possibile fare tutto e il contrario di tutto in dispregio delle leggi e degli interessi dell’intera società civile. Atteggiamenti che vanno combattuti e vinti. La città e i suoi cittadini hanno bisogno di certezze e di sicurezza da perseguire nella legalità e nella giustizia, nell’affermazione dei valori dell’onestà e della incorruttibilità delle istituzioni, degli amministratori e degli uomini pubblici. L’ atteggiamento del sindaco va, pertanto, condannato e respinto come atto grave e lesi dell’immagine e del modello di operatività di un amministratore pubblico.
Partito Socialista
Mario Flamini, Luca Grossi, Dario Celestini


