«Ci sono due Italie: l’Italia dei furbi e dei fessi», scriveva nel 1917 G. Prezzolini nel suo “Codice della vita italiana”. In quest’ultimo scorcio d’estate calda ed afosa ho potuto constatare come questa suddivisione sia ancora attuale, anzi amplificata. Certamente, chi più chi meno, tutti gli Stati hanno queste categorie di cittadini con la differenza, però, che lì i furbi sono smascherati dai fessi e puniti dalle Istituzioni, qui nel Belpaese del “tira a campà”, sporadicamente qualche fesso, “L’Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno”, prova a smascherare il furbo, ma trova nelle Istituzioni un muro di gomma, il classico “non mi compete”. Questo l’accaduto. Abito a S. Gordiano in un complesso di tre villini a schiera; il mio ed altri due contatori dell’acqua si affacciano sulla pubblica via (foto allegata) e si nota che in due di questi tre contatori circola l’acqua (le rotelline girano), ma soltanto in uno, quello del fesso, si leggono i consumi, l’altro è completamente oscurato. Da alcuni anni faccio notare la “stranezza” al letturista di turno che viene a leggere i contatori (sic), ma tutti rispondono con la fatidica frase “non mi compete”. Prima di ferragosto all’ingresso di questo contatore “fantasma” esce una copiosa quantità d’acqua che invade il marciapiede e che stranamente nessuno vede e nessuno segnala. Animato da senso civico mi reco all’Ufficio Tecnico Acquedotti per denunciare sia la perdita d’acqua sia il contatore fantasma. Dopo ferragosto arriva un operaio e chiude la presa che alimenta i tre contatori senza procedere alla riparazione della perdita perché i contatori sono privati (i soliti fessi pagano il nolo), ma così facendo, gli ho fatto notare, sarei rimasto all’asciutto. L’operaio, molto disponibile, telefona al suo superiore e chiede chiarimenti, questi, in via eccezionale autorizza la riparazione del guasto, mentre per il contatore fantasma, ripete: “non ci compete”. Così, oltre al danno anche la beffa, oggi il contatore fantasma continua a girare regolarmente essendo stato riparato a spese dei fessi. Di fronte a quanto accaduto sorgono spontanee alcune domande: L’acqua che attraversa il contatore fantasma dove va a finire? Siamo sicuri che l’acqua “mancante” sia causata dalla rete idrica obsoleta e non dall’alta evasione del canone idrico? Il Comune esegue i controlli incrociati con il catasto elettrico dell’Enel (fornito, su supporto elettronico, dal consorzio ANCI-CNC)? E’ così difficile far comunicare uffici dello stesso Comune? E’ semplice chiedere collaborazione ai cittadini, vero Assessore Zappacosta? Gentile Sindaco e gentili Assessori “diamoci da fare” nei fatti non a parole.
Marco Pernici
permax41@tin.it


