di RAFFAELE CIRULLO
La notizia della vittoria di Moscherini al Consiglio di Stato ha naturalmente creato scompiglio nel quadro politico, già in fibrillazione per l’imminenza dell’appuntamento elettorale. Ad accusare il colpo è soprattutto l’Unione, il cui stato maggiore, riunitosi ieri sera in tutta fretta nella sede elettorale di Nicola Porro, ha dato vita ad un’affollata riunione, nel corso della quale le preoccupazioni per gli effetti negativi della sentenza, si sono ben presto trasformate in screzi, che hanno fatto riemergere le divisioni di sempre. Ad aprire le danze è stato il segretario dei Ds Sebastiano Petrarolo, che senza troppi giri di parole è tornato a sottolineare la necessità che tutti i partiti della coalizione sottoscrivano subito un documento unitario per sostenere la candidatura di Pietro Tidei alla presidenza dell’Autorità Portuale. Proposta che ha incontrato una sonora bocciatura da parte dei rappresentanti degli altri partiti, che l’hanno da subito giudicata inaccettabile. Ma la febbre è salita quando a prendere la parola sono stati il segretario socialista Mario Flamini e quello di Rifondazione Comunista Gino Lorenti Garcia, che hanno attaccato duramente Margherita e Ds ed in particolare lo stesso Pietro Tidei (presente anche lui alla riunione), accusati di essere i responsabili della situazione attuale, avendo bloccato per interessi politici o personali la nomina del nuovo presidente di Molo Vespucci. Proprio la Margherita per parte sua si è comunque resa disponibile a sottoscrivere un documento unitario in cui però si chieda esclusivamente la nomina immediata del presidente dell’Autorità Portuale. Il partito guidato da Valentino Carluccio ha anzi sottolineato come il suo candidato per Molo Vespucci resti l’attuale assessore regionale Fabio Ciani. Una situazione dunque tesa e che rischia di diventare esplosiva proprio alla vigilia delle elezioni, qualora la nomina del nuovo presidente dovesse tardare ancora.

