Cronaca
22 Aprile 2013
Avis, primi risultati positivi per la campagna estiva

CONFERENZALo sforzo è totale e i risultati non mancano, ma l’emergenza sangue non può ancora considerarsi archiviata. Il presidente dell’Avis Nicoletta Iacomelli torna a lanciare un appello ai donatori affinché contribuiscano più che mai ora, durante il periodo estivo, alla raccolta di sangue, con l’obiettivo primario di scongiurare la paralisi del San Paolo. La massiccia campagna estiva di sensibilizzazione, avviata anche con il contributo sempre generoso e determinante della Fondazione Cariciv sta dando i suoi frutti, tanto che i dati parlano di una incremento della raccolta di sangue nei primi sei mesi dell’anno (755 unità contro le 618 raccolte nello stesso periodo del 2006), anche se ancora non basta ad affrontare le richieste sempre maggiori, soprattutto in periodi come quello estivo. «Chi dona in questi mesi – ha detto infatti il presidente Nicoletta Iacomelli – compie un atto doppiamente generoso, perché non si lascia scoraggiare dalla calura estiva e dalle difficoltà che il servizio vive». A questo proposito il presidente non ha lesinato critiche ai tagli sulla sanità, che non risparmiano nemmeno l’Avis. «La nostra convenzione è ferma da un anno e mezzo – ha raccontato – e questo significa che da allora non ci vengono corrisposti dalla Regione i fondi che ci spettano. Lavoriamo costantemente in carenza di personale e in spazi non adeguati, tutti problemi che ci rendono molto difficoltoso il compito di dare al donatore un’accoglienza adeguata e quindi invogliarlo a ripetere il suo gesto di generosità. Ma la donazione non può essere considerato l’ultimo anello della catena, perché questo vuol dire spingere le strutture ospedaliere alla paralisi, visto che senza sangue non possono svolgersi nemmeno gli interventi programmati, con la conseguenza che le degenze si prolungano e per i pazienti aumentano i rischi di insorgenza di complicazioni. Per parte nostra mettiamo il massimo dell’impegno e cerchiamo ogni giorno di coinvolgere aziende, enti, come abbiamo già fatto con Enel, Tirreno Power o con le caserme cittadine. Non possiamo abbassare la guardia – ha aggiunto infine – perché di sangue c’è sempre bisogno».
Dello stesso segno l’appello della dottoressa Maria Antonietta Grizzuti, del Centro Trasfusionale, che ha auspicato che si crei una vera e propria cultura della donazione anziché ricordarsi dell’emergenza sangue solo quando si verificano necessità familiari, come invece accade ora. «Anche perché – ha detto – la donazione “programmata” consente un monitoraggio costante e approfondito dello stato di salute del donatore, che quindi compie un gesto più responsabile e sicuro. Questo invece non accade con chi dona il sangue in un momento di massima urgenza per un amico o un familiare. Il sangue è di tutti e dunque tutti devono compiere un semplice gesto di generosità, anche in periodi come questi, quando il caldo e le ferie scoraggiano i donatori, mentre l’attività cresce sia per il flusso di turisti sia per la maggiore mobilità delle persone, che comporta anche maggiori incidenti e via dicendo. Il San Paolo inoltre sta crescendo e nelle sale operatorie si eseguono interventi sempre più specialistici, ma senza sangue anche questo progresso rischia di essere vanificato». Va poi considerato, secondo la dottoressa, il grande sacrificio che medici e volontari compiono tutti i giorni, prestando servizio persino la domenica e vorremmo che a questo sforzo corrispondesse una maggiore attenzione per la donazione e una risposta tale da renderci capaci di rispondere da soli alle richieste di sangue».
Il presidente Nicoletta Iacomelli ha voluto ringraziare tutti i donatori ed i volontari che rendono possibile l’attività quotidiana dell’associazione e le numerose campagne di raccolta e di sensibilizzazione, che ormai non risparmiano scuole, aziende ed enti pubblici e privati.