L’anno scolastico è da poco iniziato, all’insegna dei vecchi problemi che già da giugno lasciavano presagire una ripresa difficile. Gli ostacoli che circondano il mondo dell’istruzione naturalmente sono tanti e di diversa natura, difficoltà che da sempre rendono complicato il dialogo tra la società civile e la scuola, troppe volte dimenticata o trattata da argomento secondario dalle istituzioni. Civitavecchia a quanto pare confermerebbe la regola, difatti, dopo il ‘‘caro libri’’ denunciato e portato all’attenzione dell’opinione pubblica da La Provincia, un altro intoppo di ordine logistico sembra stia rallentando l’andamento delle attività di formazione. Dalla seconda circoscrizione proviene un campanello d’allarme che riguarda le mense scolastiche e le somme che gli utenti versano annualmente per ottenere il servizio. Il consigliere dell’organo decentrato Gabriella Rossi, in una lettera indirizzata all’assessore alla pubblica istruzione Attilio Bassetti ha acceso la polemica, spiegando che nonostante quest’anno il servizio verrà attivato il 1 ottobre, i costi sarebbero rimasti invariati rispetto allo scorso anno, quando la mensa scolastica ha aperto i battenti con tredici giorni di anticipo. La Rossi, cifre alla mano, ha parlato di aumento camuffato con la posticipazione dell’inizio del servizio «Intanto l’utente dovrebbe versare un contributo solo sui pasti consumati e non quote forfetarie – ha riferito – poi mi chiedo se la ditta appaltatrice abbia realmente riscosso gli importi con proprio personale». Ha dichiarato che un pasto costerebbe 3, 48 euro, due dei quali (il 57,32%) sarebbero a carico dei contribuenti. Puntuale è giunta la replica dell’assessore Attilio Bassetti, che ha definito improbabili i numeri dati dal consigliere del parlamentino «Non c’è stato alcun aumento – ha fatto sapere – quello che abbiamo ereditato dal commissario prefettizio abbiamo lasciato». Ha parlato di un piano di revisione, preannunciando che dal 1 gennaio partirà un nuovo appalto che punterà sull’informatizzazione del servizio mensa. Sul discorso della riscossione delle somme è stato vago «Non conosco bene i fatti – ha concluso – se davvero il comune ha deciso di provvedere da se, avrà avuto i suoi buoni motivi». Intanto ieri sono scaduti i termini per il pagamento dei bollettini mensa, con la gente in fila per ore agli sportelli del comune, per corrispondere un servizio sul quale, a quanto pare persistono ancora dei dubbi.
Scuola e Università
22 Aprile 2013
Bufera sul servizio di mensa scolastica

