C’era una volta un centro storico che ora non c’è più, seppellito da chi ha perso le radici di quella quercia sotto la quale fu fondata la città di Civitavecchia, che aveva vinto e cacciato i Saraceni e che aveva ospitato Sante e Papi; non aveva nulla da invidiare a tante altre città d’Italia: c’è ancora la più antica chiesa della città, S. Maria Assunta, che perfino i bombardamenti hanno risparmiato, a perpetuo miracolo. Anche oggi per civitavecchiesi e turisti sarebbe bello abitare e solcare la strade dell’angolo più carino, croccante e poetico della Città, se… Caro sig. Sindaco, che belle parole, che bel programma per essere eletto; ed ora? Per quanto ancora dovremo attendere prima che Lei decida di procedere coi Suoi bei propositi per il nostro centro? A questo punto dobbiamo dare merito alle uniche persone che veramente e disinteressatamente hanno dedicato il loro tempo affinché il centro storico diventasse il “salotto” della nostra cara Civitavecchia; stiamo parlando del Comitato Centro Storico. Egregio sig. Sindaco, quando Lei è venuto la scorsa estate a visitare il nostro centro storico di sera e su un tavolo apparecchiato con dovizia sotto chiare stelle, una splendida Luna e l’attenzione dei residenti, noi pensavamo che tra una portata e l’altra avesse preso atto che piazza Leandra era totalmente occupata da automobili; e non solo, che i tavolini dei ristoranti occupavano l’intera strada di via Pietro Manzi. Credevamo che all’indomani Lei prendesse i provvedimenti necessari riguardanti la nostra tragica situazione, di cui era a conoscenza dalla campagna elettorale, con l’intervento dei responsabili per sanare questo scempio. Le sembra normale che nel nostro centro storico ci sia il permesso, con segnaletica ben esposta, di transito e scarico per i camion e le auto munite di permesso dei commercianti dall’una di notte a mezzogiorno; poi da mezzogiorno fino l’una di notte il centro è ad esclusive proprietà e beneficio dei ristoranti, che sennò non saprebbero dove far parcheggiare i loro clienti? Non ci siamo dimenticati dei residenti, gli unici in Italia a non avere i permessi per entrare nel centro storico ed a casa loro? Non hanno neanche la possibilità di scaricare la spesa; unici in Italia, debbono pagare i parcheggi a strisce blu, come qualsiasi altro cittadino. Provi a fare Lei un esperimento: prenda la spesa con le casse d’acqua, vada a parcheggiare alla Marina od all’Isonzo, quando e se Le riesce a trovare posto, e venga a piedi nel centro storico. A questo punto siamo stanchi di essere costantemente insultati, poiché alcuni rappresentanti del Comitato Centro Storico, da noi incaricati, hanno contattato il Comando della Polizia Municipale venendo a conoscenza del fatto che al Suo ufficio è stata presentata già da tempo la richiesta per una nuova ordinanza, meno lunare della precedente, per sanare questa situazione: manca solo la Sua firma. Ad aggravare tutto questo ci vogliamo mettere le manifestazioni, che in nome della cultura vengono a pesare ulteriormente sui poveri residenti, poiché vengono tolti ulteriori parcheggi; ma ci domandiamo noi, persone non laureate, com’è possibile che con tanti spazi attrezzati, tipo la Marina o P.zza Fratti o corso Centocelle, vengano autorizzati in una strada a senso unico come via Trieste, via Pietro Manzi o P.zza Leandra tendoni con tavolini sedie e fioriere ad occupare l’intero suolo pubblico; provi ad immaginare questo strade invase dalle persone: dove passano i mezzi di soccorso, ambulanze e Vigili del Fuoco? L’eventualità di un’emergenza qualcuno l’ha prevista? E di sporcizia ne vogliamo parlare? Perché, Sig. Sindaco, le tariffe della nettezza urbana gestita tanto male da Etruria Servizi sono aumentate? Sarebbe bene invece prima risolvere i problemi dai quali “siamo sommersi”: topi, sporcizia puzza. La macroscopica cifra semestrale trova giustificazione nella “quota fissa per spazzamento, lavaggio strade e lavaggio cassonetti” ferma al 2005. Anche la mondezza sotto casa è ferma dal 2005, perciò l’abbiamo pagata in anticipo. Il lavaggio strade? Attendiamo con ansia il Venerdì Santo ed il Vescovo, quando per l’occasione qualcuno dà di spazzola a P.zza Leandra. Lasciamo perdere la puzza; ci rifiutiamo di credere che quotidianamente qualcuno getti cadaveri di topo nei cassonetti. E poi ci vuole spiegare per quale motivo il servizio di raccolta rifiuti viene effettuato solo peri ristoranti della zona, porta a porta. Noi non paghiamo le medesime tasse? Vogliamo tenere conto delle persone anziane che hanno difficoltà a camminare: debbono percorrere centinaia di metri e parecchi isolati, prima di trovare un cassonetto disponibile, ossia meno che straripante. E’ pur vero che a suo tempo si accettò di non far posizionare i cassonetti nel centro storico, per riqualificarlo anche a costo di sacrifici; ma non si pensava che i locali pubblici avessero invece il permesso di deturpare le nostre strade con cataste di sacchi maleodoranti. Non riconosciamo la scusa che il camioncino non ci passa, perché per ristoranti ci passa eccome alle cinque di mattina con gran fracasso. Restando in attesa di un Suo benevolo riscontro, non vogliamo pensare come il grande Napoleone sulla roccia: “Anche stavolta ce la siamo presa in saccoccia”.
I poveri abitanti del centro storico


